Ascoltare il silenzio con Nils Frahm

Che rapporto abbiamo con lo spazio vuoto e con l'assenza, in questi giorni sospesi? Il nuovo disco del compositore e pianista tedesco.

Recensione del 03 apr 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

Il silenzio fa strani effetti: può essere rilassante o può essere inquietante. Non ci siamo più abituati, visto che viviamo in una società dominata dal rumore e dall'inquinamento acustico.  È particolarmente evidente in questo periodo, in cui lo stare in casa forzato ci ha silenziato, ma non del tutto: meno rumori forti, niente traffico o vociare per strada, ma quello che rimane è un  il cosiddetto "silenzio industriale": il ronzio di un elettrodomestico, la ventola di un computer, e così via. 

Personalmente, amo il silenzio e lo cerco, quando posso. Anche in musica: mi piacciono i suoni "ariosi" e dinamici, gli album e le canzoni dove senti gli strumenti ben distinti, e dove i musicisti lasciano degli spazi vuoti per far apprezzare di più quelli pieni.  Il silenzio, anche quello fatto di piccoli rumori, è musica: lo ricordava qualche giorno fa il collega Daniele Cassandro, suggerendo l'ascolto di Brian Eno come musica lenitiva per questo periodo

Nella mia colonna sonora di questo periodo c'è molto rock, ma c'è anche molta musica minimale e/o silenziosa. Nei giorni scorsi il compositore e pianista tedesco Nils Frahm ha pubblicato (a sorpresa) questo nuovo album: 8 mini composizioni al piano, iper minimaliste, dove gli spazi vuoti sono importanti quanto quelli suonati. Si tratta di registrazioni di 8 anni fa, e vanno a inserirsi in una delle discografie più interessanti e variegate di quel genere che, impropriamente, viene chiamato "indie classical". Siamo mille miglia lontani da certo piano solo stucchevole che ha avuto successo anche mainstream, e siamo lontani anche mille miglia dalle composizioni più elaborate di Frahm (come lo stupendo "All melody" di un paio di anni fa). Siamo più nel territorio di Keith Jarrett, per fare un paragone comprensibile, anche se Frahm ha un approccio ancora più minimalista.

"Empty" non è necessariamente un disco rilassante, anzi; è un album che esalta le contraddizioni del silenzio che siamo costretti a vivere: spazio da riempire con nuove cose, quindi anche un'opportunità, ma pure un senso di vuoto inquietante. Un'occasione per (ri)scoprire uno dei nomi più interessanti della musica contemporanea. Altri consigli: lo stupendo live "Spaces" (dal vivo Frahm è spettacolare: si muove su un palco con diverse tastiere, campionatori e macchine e strumenti producendo una musica semplice e compressa allo stesso tempo) e "All encores", uscito lo scorso anno, con brani che rappresentano le sue anime: piano, elettronica e composizioni)

Tracklist

01. First Defeat (03:14)
02. A Shine (04:14)
03. No Step on Wing (04:46)
04. The Big O (04:32)
05. Second Defeat (02:07)
06. A Shimmer (06:36)
07. Sonar (03:49)
08. Black Notes (06:26)

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