Ci sono due modi per apprezzare questo stupendo disco rock.
Il primo è quello di porre l'attenzione alla persona il cui nome compare in copertina. Alejandro Escovedo, rocker texano di origini messicane, una onorata carriera da 25 anni di album e concerti, una storia personale travagliata e tanti amici che lo hanno aiutato sia sul piano musicale che su quello umano. Nel 2003, per dargli una mano a curare le spese mediche per la sua epatite, gente come Steve Earle e i Jayhawks hanno inciso "Por Vida: A Tribute to the Songs of Alejandro Escovedo", un doppio album tributo. I suoi album sono stati prodotti da Tony Visconti (storico braccio destro di Bowie) e per un certo periodo il suo manangement è stato curato da Jon Landau (sì, il manager di Springsteen). Insomma, tra i colleghi e gli addetti ai lavori è una leggenda.
Insomma, "Burn something beautiful" è uno di quei progetti paralleli che a Buck piacciono tanto, che cura da sempre con musicisti che stima, e che ora sono il suo passatempo da quando i R.E.M. si sono sciolti. Il prossimo è qua anticipato dalla presenza di Corin Tucker (Sleater-Kinney), con cui ha formato i Filthy Friends, che hanno già pubblicato un paio di canzoni e dovrebbero avere un disco entro l'anno.
"Burn something beautiful", pubblicato in America in autunno e ora distribuito anche in Europa, è un disco tra il garage e la psichedelia, con canzoni come "Sunday morning feeling" con il fuzz che si sovrappone alla chitarra arpeggiata dei R.E.M., o "Redemption blues" con il feedback di "Walk unafraid" o in altri momenti ricorda i le canzoni più rock 'n' roll della band ("Beauty of your smile" e "Beauty and the buzz") A fare questo giochino, i riferimenti da trovare sono tanti. E anzi, Buck è più remmiano in questi progetti di quanto lo fosse negli ultimi dischi della band.
Al di là di questo a fare la differenza sono la scrittura e la voce di Escovedo: una voce espressiva, che racconta mille storie solo nel suo tono e nel suo modo di porgere le parole. Insomma, un gran bel disco di rock, sia per amanti del rock classico americano, sia per i nostalgici dei R.E.M.