Alejandro Escovedo e"Burn something beautiful" con Peter Buck e i Minus 5

Un grande cantautore rock, accompagnato da quel che resta dei R.E.M..: la recensione di "Burn something beautiful"

Recensione del 25 gen 2017 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

Ci sono due modi per apprezzare questo stupendo disco rock.

Il primo è quello di porre l'attenzione alla persona il cui nome compare in copertina. Alejandro Escovedo, rocker texano di origini messicane, una onorata carriera da 25 anni di album e concerti, una storia personale travagliata e tanti amici che lo hanno aiutato sia sul piano musicale che su quello umano. Nel 2003, per dargli una mano a curare le spese mediche per la sua epatite, gente come Steve Earle e i Jayhawks hanno inciso "Por Vida: A Tribute to the Songs of Alejandro Escovedo", un doppio album tributo. I suoi album sono stati prodotti da Tony Visconti (storico braccio destro di Bowie) e per un certo periodo il suo manangement è stato curato da Jon Landau (sì, il manager di Springsteen). Insomma, tra i colleghi e gli addetti ai lavori è una leggenda.

Il secondo modo è quello degli altri volti in copertina, gli amici di questa avventura che ci mettono la passione e il suono, che si mettono al suo servizio senza metterci il nome per non rubargli la scena. Gli amici sono Peter Buck e Scott McCaughey e i suoi Minus 5. La recente quasi-reunion dei R.E.M. si è concretizzata ad una data del tour di supporto di "Burn something beautiful", perchè Buck oltre a co-firmare le canzoni è andato in tour con l'amico.

Insomma, "Burn something beautiful" è uno di quei progetti paralleli che a Buck piacciono tanto, che cura da sempre con musicisti che stima, e che ora sono il suo passatempo da quando i R.E.M. si sono sciolti. Il prossimo è qua anticipato dalla presenza di Corin Tucker (Sleater-Kinney), con cui ha formato i Filthy Friends, che hanno già pubblicato un paio di canzoni e dovrebbero avere un disco entro l'anno.

"Burn something beautiful", pubblicato in America in autunno e ora distribuito anche in Europa, è un disco tra il garage e la psichedelia, con canzoni come "Sunday morning feeling" con il fuzz che si sovrappone alla chitarra arpeggiata dei R.E.M., o "Redemption blues" con il feedback di "Walk unafraid" o in altri momenti ricorda i le canzoni più rock 'n' roll della band ("Beauty of your smile" e "Beauty and the buzz") A fare questo giochino, i riferimenti da trovare sono tanti. E anzi, Buck è più remmiano in questi progetti di quanto lo fosse negli ultimi dischi della band.

Al di là di questo a fare la differenza sono la scrittura e la voce di Escovedo: una voce espressiva, che racconta mille storie solo nel suo tono e nel suo modo di porgere le parole.  Insomma, un gran bel disco di rock, sia per amanti del rock classico americano, sia per i nostalgici dei R.E.M.

Tracklist

01. Horizontal (03:33)
02. Heartbeat Smile (03:34)
03. Sunday Morning Feeling (03:41)
04. Suit of Lights (04:25)
05. Redemption Blues (03:31)
06. Shave the Cat (03:06)
07. Johnny Volume (04:48)
08. Beauty of Your Smile (03:06)
09. I Don't Want to Play Guitar Anymore (03:42)
10. Beauty and the Buzz (03:59)
11. Luna De Miel (02:56)
12. Farewell to the Good Times (03:44)
13. Thought I'd Let You Know (04:15)

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