Neil Young - PSYCHEDELIC PILL - la recensione

Recensione del 29 ott 2012 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10
Astenersi cinici, tecnomaniaci futuristici. Qua si va indietro nel tempo.
Non che Neil Young sia uno particolarmente attaccato al passato, nel senso "retromaniaco": basta leggere la sua recente autobiografia in cui allegramente - si fa per dire - svolazza tra ricordi (meno di quelli che era lecito attendersi) e nuovi progetti (descritti in minuziosi dettagli).

E’ stato fin troppo facile scriver male della sua biografia e sarebbe facile fare altrettanto con “Psychedelic pill”, che è una sorta di “musical companion” di quelle pagine. Ma questa è musica. Per cui qua perdoni volentieri a Neil Young che in “Drifitin’ back” ritornino le sue ossessioni già ripetute alla nausea su carta: la lotta contro gli MP3 (“Quando ascolti la mia canzone, te ne arriva il 5%”, canta, richiamando il suo progetto di un sistema digitale che riproduca la qualità sonora di uno studio d’incisione), la nausea per l’immagine ( “I’m gonna get my a hip-hop haircut”, dice sarcastico). Ma è musica, appunto: i 27 minuti di psichedelia pura e di chitarre elettriche lavano via ogni cosa.
Perché finalmente Young è tornato con i Crazy Horse, come si deve. ”Americana” era il disco del ritorno con la sua band storica, ma qua si fa sul serio. Mica cover patriottiche o strane riletture di standard folk. Qua c’è solo musica originale, c’è tutta la chimica di questo gruppo di musicisti che imbracciano gli strumenti e si dimenticano di essere quasi settuagenari. Ci sono tutti i motivi per amarli o per odiarli, tutti elevati all’ennesima potenza. Date un’occhiata alla scaletta e guardate la durata delle canzoni, o ascoltate “Walk like a giant”.




C’è tutto l’immaginario di Young, il suo rapporto viscerale con le radici e con gli strumenti. Ci sono quei suoni sporchi e acidi che solo i Crazy Horse san tirare fuori, sia nelle canzoni concise che in quelle più dilatate.

"Psychedelic Pill" non scopre nulla, è chiaro. Solo che questa è musica, questa è la sua musica. E se vi piace Neil Young, assaggerete volentieri le sue pillole psichedeliche: quelle che per molti potrebbero essere indigeste e lassative pastiglie, per voi saranno un puro piacere per il palato.

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