Nel corso di tredici anni di carriera e cinque album in studio, i Jungle sono riusciti a creare un proprio trademark sonoro che unisce falsetto soul, groove e quel retrogusto disco un po’ vintage facilmente riconoscibile, diventando una presenza fissa nelle playlist come pure nelle lineup dei festival europei. Nel corso della loro discografia questo loro format sonoro è stato riempito a seconda del contesto e del vissuto di contenuti malinconici e storie di vulnerabilità (come in For ever del 2018) o allegri ed edificanti (Living in Stereo del 2021).
In “Volcano”, il disco precedente a questo “Sunshine” di tre anni fa, alla coppia originaria composta Josh 'J' Lloyd-Watson e Tom 'T' McFarland si è aggiunta anche in alcune canzoni - tra cui il super singolo “Back on 74” - la voce sopraffina di Lydia Kitto, compagna di J Lloyd. I due poi hanno continuato questo sodalizio artistico con il side project Loaded Honey il cui esordio "Love Made Trees" uscito l’anno scorso: un disco leggero, spensierato, romantico, pieno di suoni retrò che rinfrescò la scorsa estate. “Sunshine” prende spunto proprio da questi due dischi, portando a bordo ufficialmente Lydia Kitto, per proporre undici pezzi che scorrono in modo leggero.
Il suono Jungle
La traccia di apertura “Where Are You Now?” scivola fluidamente in un ritmo medio che l'album non abbandona per tutta la sua durata. “The Wave” è un pezzo caldo e lussureggiante che parla di resilienza e fede e trae ispirazione dalla scena brasiliana degli anni ’60 e ’70 mentre la title track ricorda la “Since I left you” degli Avalanches, con la differenza che in questo caso la canzone è completamente suonata; la caratteristica dei Jungle è che dal vivo sono ancora più efficaci, e peraltro avremo il modo di verificarlo il prossimo 15 novembre al Forum di Assago per la loro unica data italiana.
Gli arrangiamenti del disco sono essenziali, incentrati sul calore e sulla leggerezza, con l'utilizzo di batterie non in primo piano, chitarre acustiche pulite e le armonie profumate di Kitto - specialmente in “Carry On”.
Questa fluidità e leggerezza talvolta diventa, rispetto ai precedenti album, forse un po’ prevedibile. Però l’ultima traccia “Heavy on my soul” rappresenta una significativa variazione all’interno del disco, e lascia intravedere un futuro con qualche rischio in più. “Sunshine” è un disco che sceglie la propria comfort zone senza cercare il grande gesto, ma ciò non toglie che possa diventare la perfetta colonna sonora sia per quest’ultime intense settimane d’estate o per sognare a occhi aperti durante il prossimo autunno.