È stata un'estate di rinascita anche per la musica elettronica, che è tornata ai suoi vecchi riti e miti, a partire da Ibiza - leggetevi questo bel ritratto del DJ bosniaco-tedesco Solomun, seguito dal New Yorker nella sua frenetica vita dietro la console. Una estate di festival e performance - anche in Italia, basta pensare al successo di rassegne come il Kappa Futur di Torino, Viva in Puglia o il Nameless in Lombardia - ma anche di nuova musica.
Molti producer hanno pubblicato soprattutto brani legati a questa rinascita, "bangers" fatti per essere suonati e ballate in queste occasioni, remix vari di altri brani, e così via. Queste scelte hanno toccato anche nomi più legati all'elettronica "indie", più vicini all'idea di album da ascoltare oltre che da ballare: così i vari Four Tet, John Hopkins, Floating Points, Bicep, Bonobo - per citarne alcuni, si sono dedicati più alle performance e alle canzoni (li chiamamo ancora "singoli"?) che ad altro.
Il 2022 riamenperò una annata con album elettronci interessanti - a partire da "More D4ta" dei Moderat, per me una delle cose più belle in assoluto del 2022, non solo per questo genere. Altri sono in arrivo: a breve usciranno i lavori di Gold Panda e soprattutto "Actual life 3" di Fred Again.., vero anello di congiunzione tra l'elettronica che punta al mainstream e quella da club - ne parleremo più avanti. Intanto ecco due album-album che vale la pena ascoltare: Daphni e Rival Consoles. Partiamo da Daphni, nei prossimi giorni la recensione di "Now is" di Rival Consoles.
L'alter ego DJ di Dan Snaith/Caribou
Daphni è l'alias di Dan Snaith - più noto come Caribou: uno dei nomi più amati dell'elettronica contemporanea, capace di performance di altissimo livello a metà tra musica "suonata" e live electronics. Per dire, dopo il forfait degli Strokes gli è stato chiesto di fare l'headliner al Primavera.
Daphni è il suo alias da DJ - rispolverato dopo 5 anni: in termini di differenziazione non siamo ai livelli di Four Tet, che questa estate ha pubblicato musica con tre nomi diversi, e spesso era difficile capire le differenze tra un alias e l'altro. Però l'idea di "Cherry" è quella di un disco fatto soprattutto di sample - che pure non mancano nelle produzioni di Caribou. Il risultato è un album un po' più sperimentale e meno orientato alla forma canzone, con citazioni di diverse fasi della musica elettronica e incursioni nel world (sono quelle che funzionano meno, soprattuto "Amber", basata su una ripetizione ossessiva di una voce che declama "Napoli, Napoli") o addirittura nella disco ("Falling").
Ma i brani più vicini a quello che una volta chiamavamo IDM - come la title-track "Cherry" e "Clavicle" - ricordano che il gusto per suoni e ritmi di Snaith rimane unico. Non esce per la City Slang, ma per l'etichetta dello stesso Snaith, la Jiaolong: nelle ultime settimane ha prodotto l'ep di Altrice, altro nome da tenere d'occhio: in "Compliciter" c'è "places faces", un pezzo notevole basato su un sample di Tina Turner che da solo vale l'ascolto.