Il 18 febbraio 1932 a Tokio nasceva Yoko Ono, vedova di John Lennon e una delle donne più disprezzate e più ricche del mondo. La sua carriera artistica cominciò quando, trasferitasi con la famiglia negli Stati Uniti all'età di 19 anni, cominciò a frequentare la scena “off” newyorchese, collaborando tra l’altro con John Cage. Nel 1966 un incontro ancora più fortunato, quello con John Lennon, sposatosi poco tempo prima con Cynthia e padre di Julian. Non ci furono santi: John perse la testa e nel 1969 i due annunciarono al mondo che sarebbero andati a vivere insieme. Forse non fu a causa di Yoko che i Beatles si sciolsero, ma certo fu a causa sua che Lennon realizzò alcuni dischi e concerti difficili da reggere, caratterizzati com’erano dagli interventi vocali sgraziati e inascoltabili della sua bella, cui intitolò la Plastic Ono Band. Tra un tradimento e un bed-in, la loro love story andò avanti tormentosamente fino all’ultimo ritorno di fiamma, testimoniato anche dal disco “Double Fantasy”: sette canzoni a testa, ultimo della coppia prima della morte di John nel dicembre 1980. Da allora Yoko non ha mancato di proseguire la propria attività di artista con dischi, rappresentazioni teatrali, pittura e scultura, ma sempre con l’alone della “Donna che rovinò tutto”. Negli ultimi anni Yoko sembrava aver sepolto l’ascia di guerra per riaccostarsi ai Beatles superstiti col progetto “Beatles Anthology” e la realizzazione di operazioni come “Free as a bird”. Ma le ostilità sembrano essere pronte a riaffiorare con il prossimo progetto della signora Lennon: un film biografico su John che spiega come Paul fosse il cattivo e Yoko un angelo. Inutile dire che quasi nessuno le crederà: comunque auguri, Yoko.
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