La sua storia è bella, e ve l'abbiamo raccontata qualche tempo recensendo il suo disco "Skybound": Tom Baxter, cantautore inglese, ha finanziato l'album con dei dipinti, ognuno ispirato ad una canzone: "Li ho venduti in una settimana", racconta felice. Tom è passato ieri dall'Italia per una breve visita promozionale e per un concerto a La Casa 139.
"In realtà era una cosa che volevo fare già per il primo disco, 'Feather & stone', ma mi limitai a fare dei disegni che finirono nel libretto", racconta orgoglioso mostrandoci un CD e un libro in cui ha raccolto riproduzioni dei dipinti, tutti ispirati al mito di Icaro come la canzone che dà il titolo al disco, e il relativo dipinto, in copertina: un uomo a braccia aperte, sull'orlo di un precipizo. "Ma 'Feather & stone' uscì per la Sony, che ci fece molta fretta. Ebbe buona critica, non vendette moltissimo ma volevano fare anche il secondo; poi ci fu la fusione con la BMG, un gran casino e così entrambi pensammo fosse meglio andare ognuno per la propria strada. Di qui l'idea di finanziarmi con i dipinti. Uno, per la cronaca, l'ho venduto a una coppia italiana, quindi è qui da qualche parte da voi...".
"Better", il primo singolo estratto dal disco, ha avuto un'ottima esposizione radiofonica, dopo avere conquistato diversi paesi, soprattutto l'Irlanda, dove il disco è finito al primo posto. "Lì hanno una buona sensibilità per questa musica: David Gray, che non è irlandese, ha avuto successo prima da quelle parti che altrove. E poi Damien Rice, Glen Hansard. Il primo disco li era andato molto bene, per cui erano pronti per il secondo. 'Better', poi è una canzone molto diretta...".
Sorride Tom: forse perché ieri un quotidiano italiano l'ha paragonato a James Blunt. Ma "Skybound" è un disco più complesso, che ricorda più Tim Buckley. "Non fraintendetemi: conosco James, è una brava persona, ma io faccio altra musica. E' difficile dire cosa mi influenza: il folk, il jazz, la musica contemporanea. Certo, i cantautori. Mentirei se dicessi che quando ho scritto 'Better' non ho tentato di essere più diretto. Avevo appena visto un documentario su Johnny Cash, che raccontava come scrivere una canzone su due accordi. Diciamo che è un modo per attirare nuova gente verso la mia musica".
"Spero di tornare presto in Italia", conclude: "devo ancora suonare molto, farmi conoscere. Adesso i miei prossimi progetti sono di ultimare due canzoni: sono brani rimasti fuori da "Skybound", che pubblicheremo in una nuova edizione, e che useremo come singoli. Ovviamente ci saranno anche due dipinti ispirati..."
"In realtà era una cosa che volevo fare già per il primo disco, 'Feather & stone', ma mi limitai a fare dei disegni che finirono nel libretto", racconta orgoglioso mostrandoci un CD e un libro in cui ha raccolto riproduzioni dei dipinti, tutti ispirati al mito di Icaro come la canzone che dà il titolo al disco, e il relativo dipinto, in copertina: un uomo a braccia aperte, sull'orlo di un precipizo. "Ma 'Feather & stone' uscì per la Sony, che ci fece molta fretta. Ebbe buona critica, non vendette moltissimo ma volevano fare anche il secondo; poi ci fu la fusione con la BMG, un gran casino e così entrambi pensammo fosse meglio andare ognuno per la propria strada. Di qui l'idea di finanziarmi con i dipinti. Uno, per la cronaca, l'ho venduto a una coppia italiana, quindi è qui da qualche parte da voi...".
"Better", il primo singolo estratto dal disco, ha avuto un'ottima esposizione radiofonica, dopo avere conquistato diversi paesi, soprattutto l'Irlanda, dove il disco è finito al primo posto. "Lì hanno una buona sensibilità per questa musica: David Gray, che non è irlandese, ha avuto successo prima da quelle parti che altrove. E poi Damien Rice, Glen Hansard. Il primo disco li era andato molto bene, per cui erano pronti per il secondo. 'Better', poi è una canzone molto diretta...".
Sorride Tom: forse perché ieri un quotidiano italiano l'ha paragonato a James Blunt. Ma "Skybound" è un disco più complesso, che ricorda più Tim Buckley. "Non fraintendetemi: conosco James, è una brava persona, ma io faccio altra musica. E' difficile dire cosa mi influenza: il folk, il jazz, la musica contemporanea. Certo, i cantautori. Mentirei se dicessi che quando ho scritto 'Better' non ho tentato di essere più diretto. Avevo appena visto un documentario su Johnny Cash, che raccontava come scrivere una canzone su due accordi. Diciamo che è un modo per attirare nuova gente verso la mia musica".
"Spero di tornare presto in Italia", conclude: "devo ancora suonare molto, farmi conoscere. Adesso i miei prossimi progetti sono di ultimare due canzoni: sono brani rimasti fuori da "Skybound", che pubblicheremo in una nuova edizione, e che useremo come singoli. Ovviamente ci saranno anche due dipinti ispirati..."
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