The Niro: nuova stella della scena britannica? ‘No, sono italianissimo’

The Niro: nuova stella della scena britannica? ‘No, sono italianissimo’
Il nome d’arte di Davide Combusti non si dimentica facilmente: The Niro, che una volta pronunciato somiglia tanto a quello del noto attore, sinonimo di successo e talento.
Un ep nei negozi (intitolato “An ordinary man”) e un album in arrivo, il cantautore trentenne potrebbe essere facilmente scambiato per una nuova stella dalla scena britannica da chi non conoscesse la sua storia: scrive in inglese e canta i suoi brani dalle atmosfere “malinconiche, ma non troppo” imbracciando la chitarra come un vero londinese.
“Ho sempre ascoltato musica proveniente dall’Inghilterra”, ha spiegato, “forse è questo il motivo per cui faccio questo tipo di canzoni e scrivo poco in italiano. Anche perché quando ho fatto il mio primo viaggio all’estero già cantavo così”.
In realtà The Niro è italiano in ogni sua particella: nato a Roma nel 1978, ha esordito in una band che portava lo stesso nome. Una volta abbandonato il progetto, Combusti ha deciso di far sopravvivere lo pseudonimo e tenerlo per sé, per il suo progetto solista nato nel 2002.
Il primo passo è stato quello di aprire un MySpace, che ha dato subito i suoi frutti: “In quel periodo suonavo parecchio in piccoli locali a Roma e dintorni”, ha raccontato, “a volte c’erano pochissime persone, ma è stata un’esperienza formativa. Poi ho aperto la mia pagina Internet e una settimana dopo mi ha contattato una ragazza dell’Arizona per chiedermi se volevo partecipare a un Festival lì, negli Stati Uniti. Non la conoscevo neppure, ma ho deciso di partire, ed è cominciato tutto”.
Una volta tornato in Italia, le proposte non si sono fatte attendere: è il 2005, e The Niro viene chiamato ad aprire la data romana dei Deep Purple.
“Quando suoni davanti a 8 mila rockers arrabbiati devi essere sicuro di te. Inizialmente è stata un’esperienza sconvolgente, poi si è trasformata in un momento splendido”, ha dichiarato Davide, che ha aperto i concerti di molti altri artisti nei due anni successivi: Badly Drawn Boy, Mirah, Isobel Campbel, Chris Leo e Sondre Lerche, ad esempio.
Della sua musica dice che non assomiglia a quella di nessun altro, o meglio, “non è ispirata a quella di nessuno in particolare. Il mio intento è stato quello di scrivere liberamente, senza influenze. L’unica grande ispirazione, forse, viene dal cinema: amo tutta la nouvelle vague francese, ad esempio Truffaut. Poi vado matto per Michel Gondry”, il regista sognatore, e aggiunge ridendo: “Per lui farei anche l’attore”.
Nonostante ciò, anche The Niro ha degli artisti di riferimento, tra cui cita Elliot Smith, Tim Buckley e Sufjan Stevens, con il quale collaborerebbe volentieri.
I testi delle sue canzoni raccontano “storie, spesso autobiografiche, celate da metafore che a volte sembrano parlare di tutt’altro. Mi piace raccontare storie, comunque”.
Ed è con questo intento che sono nate le canzoni “About love and difference”, “Mistake”, “Just for a bit” e “On our hill”, quattro assaggi della musica di Combusti contenuti nell’ep “An ordinary man”.
“L’album però è diverso”, ha precisato il cantautore, “è più vario, ci sono tutte le sfaccettature della mia musica. E’ un disco vario, c’è attitudine alla malinconia, certo, però ci sono anche brani di ampio respiro, più allegri”.
Il disco verrà pubblicato domani, 11 aprile, e ad anticiparlo è il singolo “Liar”, una canzone che racconta come ricominciare mettendo da parte i sensi di colpa che tormentano lo spirito, “E’ successo a tutti almeno una volta”, ha aggiunto The Niro.
Il secondo singolo è già stato scelto: si intitolerà “An ordinary man” e in questi giorni è in fase di lavorazione il videoclip che lo accompagnerà, anche se il brano preferito dell’autore è “Hollywood” (racconta la storia di un attore che si ritira dalle scene).
Polistrumentista, Combusti si è occupato quasi interamente anche della parte musicale dei tredici brani: “Sono principalmente batterista e chitarrista, ma ho registrato anche le parti di basso, banjo, percussioni, tastiere, mandolino e armonica. Ci sono stati anche altri musicisti che mi hanno aiutato, il produttore Gianluca Vaccaro e due collaboratori di Carmen Consoli”.
Nel frattempo The Niro ha cominciato il suo tour, che lo porterà in molte città italiane nei prossimi mesi, “ma mi hanno detto di tenermi pronto, perché anche in estate e autunno suonerò in giro”, e aggiunge ridendo: “Mi sa che a casa ci starò poco”.
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