Credits: Simone Paccini
I Finley si presentano in sala stampa accompagnati da Belinda, spagnola abitante in Messico, piccolo fenomeno di vendite degli ultimi mesi.
Chissà per quale motivo, chissà se malconsigliati o perché presuntuosi per natura, i quattro ragazzi (anzi, per la verità un paio di loro: gli altri due sembrano più composti e beneducati) se la tirano un bel po’ - “siamo l’unica presenza giovane di questo Festival” - e la buttano sull’irriverente (“come si fa a non steccare con le tette della Parietti in prima fila?”). Come da copione, per la serie “sputare nel piatto dove si mangia” (“non siamo mica i Backstreet Boys”) rifiutano l’etichetta di boyband; poi rivendicano i bpm del loro brano, protestano per essere stati costretti ad abbassare il volume dei loro amplificatori, giurano di conoscere i Grateful Dead e i Quicksilver Messenger Service (mmmhh...), e annunciano la nascita del Finley Channel “per dare una visione a 360 gradi di quello che sono i Finley”.
Tutt’altro garbo da parte di Belinda (e continuiamo a farci insegnare a stare al mondo dagli artisti internazionali): “Sono contenta di duettare con i Finley perché loro fanno musica come quella che ascolto io; mi sono stati fatti sentire i loro dischi, mi sono informata su di loro e sono contenta di essere qui a Sanremo insieme a loro. Domani uscirà il mio disco, ‘Utopia’; è il mio secondo album, ma il primo che esce anche da voi; conterrà canzoni in spagnolo e inglese, ma mi farebbe piacere anche studiare la vostra lingua - magari da un fidanzato italiano. Grazie a tutti, buonasera!”
Chissà per quale motivo, chissà se malconsigliati o perché presuntuosi per natura, i quattro ragazzi (anzi, per la verità un paio di loro: gli altri due sembrano più composti e beneducati) se la tirano un bel po’ - “siamo l’unica presenza giovane di questo Festival” - e la buttano sull’irriverente (“come si fa a non steccare con le tette della Parietti in prima fila?”). Come da copione, per la serie “sputare nel piatto dove si mangia” (“non siamo mica i Backstreet Boys”) rifiutano l’etichetta di boyband; poi rivendicano i bpm del loro brano, protestano per essere stati costretti ad abbassare il volume dei loro amplificatori, giurano di conoscere i Grateful Dead e i Quicksilver Messenger Service (mmmhh...), e annunciano la nascita del Finley Channel “per dare una visione a 360 gradi di quello che sono i Finley”.
Tutt’altro garbo da parte di Belinda (e continuiamo a farci insegnare a stare al mondo dagli artisti internazionali): “Sono contenta di duettare con i Finley perché loro fanno musica come quella che ascolto io; mi sono stati fatti sentire i loro dischi, mi sono informata su di loro e sono contenta di essere qui a Sanremo insieme a loro. Domani uscirà il mio disco, ‘Utopia’; è il mio secondo album, ma il primo che esce anche da voi; conterrà canzoni in spagnolo e inglese, ma mi farebbe piacere anche studiare la vostra lingua - magari da un fidanzato italiano. Grazie a tutti, buonasera!”
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