L'Hawley Arms, un pub londinese nella zona di Camden, è diventato
etichetta discografica. Ovviamente non si tratta di un pub qualsiasi,
ma di un locale in cui vari musicisti, per una ragione o per l'altra,
e tra essi Amy Winehouse, sono praticamente di casa. I
proprietari, vista la frequentazione, hanno pensato che sarebbe stato
"pratico" far funzionare una label al suo interno e hanno
fondato la Bumpman Records. "Invece che trascorrere ore al telefono",
ha riferito Alan Day, uno dei fondatori, "ci troviamo al
bancone. No, in realtà è da anni che nutrivo questa ambizione. Prima
che mi mettessi a gestire dei locali, collezionavo singoli
in vinile. Quando l'Hawley ha iniziato ad avere successo, un sacco di
gruppi si sono messi a frequentare il pub. E' sembrato il
momento giusto. Certo che, se mi avessero detto che un giorno avremmo
avuto dei paparazzi all'ingresso, mi sarei messo a ridere".
Già, perché tra i frequentatori, oltre alla Winehouse, la quale
peraltro si fece una bicchierata all'Hawley il giorno in cui
l'attendevano
in clinica, c'è Johnny Borrell dei Razorlight. E una certa Kate Moss.
"Sì, mi sento protettivo nei confronti dei nostri
frequentatori più conosciuti", ha detto ancora Day, "però non hanno
alcun trattamento privilegiato. Per noi sono solo degli
avventori come gli altri". Primo prodotto del pub-etichetta:
"Chateau/The cuckoo & the stolen heart" dei Brute Chorus, già
uscito in vinile e disponibile in download dal prossimo 4 febbraio. Il
cantante dei Brute Chorus, James Steel, ha fatto il barista
all'Hawley per un anno.
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