Terminate le lezioni, si va verso le audizioni. Se SanremoLab fosse una semplice questione di rima baciata, avremmo già risolto molti problemi; invece, le difficoltà nascono ora e l’unico bacio che il talento attende è quello della fortuna. Si va verso le prime selezioni (dall’8 ottobre) con la certezza che per alcuni dei 450 ragazzi che in questa settimana di corsi hanno abitato l’Ariston (e i locali, fino a notte fonda), non ci saranno esami di riparazione. Non si faranno prigionieri, insomma, e forse è giusto così, perché i treni vanno presi al volo, sapendo che di convogli ce ne sono tanti ma non sempre c’è un’altra stazione.
L’ultima giornata ha fatto registrare prima i preziosissimi consigli di Vittorio Sassudelli, presidente del Comitato Tutela Giovani Artisti, la cui lezione è finita abbondantemente oltre il previsto, per via del grande interesse e delle continue domande sulle strade tortuose della discografia; nel pomeriggio, è toccato a Pacifico descrivere i meccanismi compositivi, alternando, come consuetudine per SanremoLab di quest’anno, parole e canzoni. In futuro, mi piacerebbe organizzare corsi non solo per cantanti e compositori, ma anche per singoli strumentisti (dai chitarristi, ai bassisti, ai batteristi), vedremo se sarà possibile. Ora, la nostra parte è finita. Finiti il divertimento, le jam session improvvisate in ogni dove, il karaoke all’Happy Days di Mimmo Spano. Il gioco si fa duro, speriamo che i duri comincino a giocare.
L’ultima giornata ha fatto registrare prima i preziosissimi consigli di Vittorio Sassudelli, presidente del Comitato Tutela Giovani Artisti, la cui lezione è finita abbondantemente oltre il previsto, per via del grande interesse e delle continue domande sulle strade tortuose della discografia; nel pomeriggio, è toccato a Pacifico descrivere i meccanismi compositivi, alternando, come consuetudine per SanremoLab di quest’anno, parole e canzoni. In futuro, mi piacerebbe organizzare corsi non solo per cantanti e compositori, ma anche per singoli strumentisti (dai chitarristi, ai bassisti, ai batteristi), vedremo se sarà possibile. Ora, la nostra parte è finita. Finiti il divertimento, le jam session improvvisate in ogni dove, il karaoke all’Happy Days di Mimmo Spano. Il gioco si fa duro, speriamo che i duri comincino a giocare.