Una cosa è certa: nel bene e nel male SanremoLab è cosa a sé. Dove capita, infatti, che gli artisti prima siano docenti e poi cantino improvvisando con gli allievi, dividendosi strofe e canzoni? Era successo nei giorni precedenti con Renga, Sinigallia e Silvia Mezzanotte, è accaduto di nuovo con Max Gazzé, nella quarta giornata, disponibilissimo a cantare con (e non solo per) i ragazzi dell’Accademia. Tra un brano e l’altro, frasi da memorizzare sul ruolo dell’artista: “Deve smascherarsi, nel senso di scoprirsi, togliersi la maschera soprattutto quando serve per proteggersi e nascondersi. Bisogna essere prima opere d’arte per poi realizzarne una, essere sempre nello spirito e mai nell’obiettivo. L’artista deve vivere quello che sta facendo. Arte è termine sanscrito che significa “mettere le cose in ordine”, ma la fatalità è l’unico elemento che fa quadrare il cerchio, perché senza imprevisti si muore”. Per spiegare la vecchia regola che per comporre bene bisogna prima imparare e poi dimenticare, Gazzè ha usato la metafora del merluzzo: “Bisogna prima salarlo per vederlo baccalà, ma per mangiarlo si deve poi togliere il sale”.
Al mattino, interesse per la lezione dell’avvocato Davide Goetz (sui contratti di licenza, edizione e management, percentuali, diritti d’autore, problemi, errori da non commettere e precauzioni da mandare a memoria) e commozione vera per la lezione di Enrico De Angelis, che dopo un excursus storico sulla canzone dal 500 a oggi, ha mostrato un video di 30 minuti con i momenti più significativi del Tenco: Gaber che, nell’85, racconta come “Far finta di essere sani”, Battiato che omaggia Brel nella “Canzone dei vecchi amanti”, una superlativa Giuni Russo che rilegge “Ciao amore ciao” di Tenco, De André che raccoglie un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek, Virgilio Savona al pianoforte, Francesco Guccini alla chitarra, Tom Waits con Greg Cohen e Paolo Conte attorniato da Roberto Benigni, Ivano Fossati e Francesco De Gregori. Pelle d’oca vera e finale dei 450 ragazzi in coro, mentre su video Roger McGuinn e Elvis Costello affrontavano a chitarre aperte “Knockin’ on heaven’s door”.
Massimo Cotto
Al mattino, interesse per la lezione dell’avvocato Davide Goetz (sui contratti di licenza, edizione e management, percentuali, diritti d’autore, problemi, errori da non commettere e precauzioni da mandare a memoria) e commozione vera per la lezione di Enrico De Angelis, che dopo un excursus storico sulla canzone dal 500 a oggi, ha mostrato un video di 30 minuti con i momenti più significativi del Tenco: Gaber che, nell’85, racconta come “Far finta di essere sani”, Battiato che omaggia Brel nella “Canzone dei vecchi amanti”, una superlativa Giuni Russo che rilegge “Ciao amore ciao” di Tenco, De André che raccoglie un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek, Virgilio Savona al pianoforte, Francesco Guccini alla chitarra, Tom Waits con Greg Cohen e Paolo Conte attorniato da Roberto Benigni, Ivano Fossati e Francesco De Gregori. Pelle d’oca vera e finale dei 450 ragazzi in coro, mentre su video Roger McGuinn e Elvis Costello affrontavano a chitarre aperte “Knockin’ on heaven’s door”.
Massimo Cotto
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