Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
E’ partito. Il nuovo tour degli inossidabili Rolling Stones ha preso il volo lunedì 25 da Oakland, California.
Era dal 1964-66 che Jagger e soci non attraversavano gli States per tre anni consecutivi, come stanno facendo ormai dal 1997.
Sembra proprio che il passare degli anni dia loro sempre più energia e, a detta di chi ha potuto assistere alla “prima”, li renda capaci di offrire uno spettacolo sempre più trascinante ed emozionante.
Per il nuovo tour (che arriverà in Europa a maggio) gli Stones si esibiscono per la prima volta dagli anni Settanta in arene non superiori ai sedicimila spettatori, rinunciando anche all’enorme apparato scenico a cui ci avevano abituati nei loro show negli stadi da oltre cinquantamila persone: uniche concessioni agli “effetti”, qualche trovata scenografica sullo sfondo e una gabbia che scende dal soffitto per rinchiudere Mick Jagger durante il brano “Out of control”. Rimane invariato, come nell’ultimo tour, il palchetto quadrato che verso la metà del concerto li porta proprio in mezzo al pubblico, per una serie di vecchi brani (come “Route 66”, tratta dal loro primissimo album).
In queste date gli Stones rinunciano anche al loro brano-manifesto, “Satisfaction”, per proporre alcuni titoli mai suonati dal vivo in precedenza, come “Moonlight mile” (dall’album “Sticky fingers” del 1971).
“Jumpin’ Jack Flash”
“Live with me”
“Respectable”
“You got me rocking”
“Moonlight mile”
“Shine a light”
“Some girls”
“Paint it black”
“You got the silver” (cantata da Keith Richards)
“Before they make me run” (cantata da Keith Richards)
“Out of control”
“Route 66”
“I just want to make love to you”
“Honky tonk women”
“It’s only rock’n’roll”
“Start me up”
“Brown sugar”
“Midnight rambler”
“Sympathy for the devil”
Era dal 1964-66 che Jagger e soci non attraversavano gli States per tre anni consecutivi, come stanno facendo ormai dal 1997.
Sembra proprio che il passare degli anni dia loro sempre più energia e, a detta di chi ha potuto assistere alla “prima”, li renda capaci di offrire uno spettacolo sempre più trascinante ed emozionante.
Per il nuovo tour (che arriverà in Europa a maggio) gli Stones si esibiscono per la prima volta dagli anni Settanta in arene non superiori ai sedicimila spettatori, rinunciando anche all’enorme apparato scenico a cui ci avevano abituati nei loro show negli stadi da oltre cinquantamila persone: uniche concessioni agli “effetti”, qualche trovata scenografica sullo sfondo e una gabbia che scende dal soffitto per rinchiudere Mick Jagger durante il brano “Out of control”. Rimane invariato, come nell’ultimo tour, il palchetto quadrato che verso la metà del concerto li porta proprio in mezzo al pubblico, per una serie di vecchi brani (come “Route 66”, tratta dal loro primissimo album).
In queste date gli Stones rinunciano anche al loro brano-manifesto, “Satisfaction”, per proporre alcuni titoli mai suonati dal vivo in precedenza, come “Moonlight mile” (dall’album “Sticky fingers” del 1971).
Pubblico entusiasta (e secondo gli osservatori in gran parte composto di “over 40”) e grande musica, come da copione. Ecco la scaletta del primo concerto del “No security tour”:
“Jumpin’ Jack Flash”
“Live with me”
“Respectable”
“You got me rocking”
“Moonlight mile”
“Shine a light”
“Some girls”
“Paint it black”
“You got the silver” (cantata da Keith Richards)
“Before they make me run” (cantata da Keith Richards)
“Out of control”
“Route 66”
“I just want to make love to you”
“Honky tonk women”
“Saint of me”
“It’s only rock’n’roll”
“Start me up”
“Brown sugar”
“Midnight rambler”
“Sympathy for the devil”
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