La casa discografica Peppermint Jam Records (di base ad Hannover) si è presentata al tribunale civile di Roma per chiedere gli indirizzi elettronici di chi ha scaricato musica illegalmente, all'incirca quattromila persone. Già da qualche mese diversi utenti di programmi di file sharing hanno ricevuto via posta una raccomandata con richiesta di risarcimento danni per violazione del diritto d'autore. La Peppermint ha intentato otto cause in tribunale per chiedere gli elenchi ai gestori Internet al fine di rintracciare i responsabili della frode. Un giudice ha accolto la richiesta intimando alla Wind di consegnare gli elenchi, ma un altro giudice, Ludovica Dotti, ha emesso invece un'ordinanza a tutela della privacy sostenendo il rifiuto di Telecom a denunciare i propri utenti. La sua decisione è stata però riformata dal tribunale in seduta collegiale e così anche Telecom dovrà dare i propri elenchi. Nei prossimi mesi saranno emesse le ordinanze nei confronti di altri gestori.
Nel frattempo l'Autorità per la protezione dei dati personali si è costituita in giudizio. Il presidente dell'ufficio del Garante, Francesco Pizzetti, spiega: "Abbiamo avviato un procedimento amministrativo per verificare la liceità dei trattamenti dei dati personali delle società interessate. Vogliamo vederci chiaro. Per quanto sia doveroso tutelare il diritto d'autore non si possono violare le norme sulla privacy degli utenti in rete". (Fonte: La Repubblica)
Nel frattempo l'Autorità per la protezione dei dati personali si è costituita in giudizio. Il presidente dell'ufficio del Garante, Francesco Pizzetti, spiega: "Abbiamo avviato un procedimento amministrativo per verificare la liceità dei trattamenti dei dati personali delle società interessate. Vogliamo vederci chiaro. Per quanto sia doveroso tutelare il diritto d'autore non si possono violare le norme sulla privacy degli utenti in rete". (Fonte: La Repubblica)
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