Per “Il Giorno”/ “La Nazione”/ “Il Resto del Carlino” Riccardo Jannello intervista Bill Wyman, ex bassista dei Rolling Stones - lasciò la band nel 1993 -, in Italia per due concerti (sabato 24 luglio al Summer Festival di Lucca, domenica 25 a Spilimbergo di Pordenone, nell’ambito del Folkest) con un gruppo, The Kings of Rhythm, comprendente Gary Brooker, Georgie Fame, Albert Lee e Martin Taylor). Alcuni estratti del Wyman-pensiero:
«Non mi piace il rap, sopporto il reggae, ma soprattutto amo il suono, la melodia».
«Sono libero di fare quello che voglio, non devo vivere con lo stress che avevo quand’ero nei Rolling Stones, non rimpiango la decisione di averli lasciati».
«Sto scrivendo un programma televisivo sulla storia del blues, poi finirò la seconda puntata della mia storia dei Rolling Stones (dopo “A stone alone”), poi terminerò un lavoro sull’archeologia e la storia dell’Inghilterra, infine sto per mandare in libreria un libro sul pittore Marc Chagall, del quale mi onoro di essere stato amico» «Uso molto Internet per le mie ricerche, ma, per favore, la musica lasciamola ai Cd e ai concerti».
«Non mi piace il rap, sopporto il reggae, ma soprattutto amo il suono, la melodia».
«Sono libero di fare quello che voglio, non devo vivere con lo stress che avevo quand’ero nei Rolling Stones, non rimpiango la decisione di averli lasciati».
«Sto scrivendo un programma televisivo sulla storia del blues, poi finirò la seconda puntata della mia storia dei Rolling Stones (dopo “A stone alone”), poi terminerò un lavoro sull’archeologia e la storia dell’Inghilterra, infine sto per mandare in libreria un libro sul pittore Marc Chagall, del quale mi onoro di essere stato amico» «Uso molto Internet per le mie ricerche, ma, per favore, la musica lasciamola ai Cd e ai concerti».
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