Sanremo: parlano i vincitori in sala stampa

Simone Cristicchi: “Il cantautore ha il grandissimo privilegio di poter raccontare il mondo. Questa canzone è nata prorompente da una forte emozione, che mi ha segnato molto. Sono felice che sia arrivata a tutti, anche se all’inizio lo pensavo difficile. Poi ho sentito anche l’emozione della gente. Il finale della mia canzone è tragico ma esprime anche una speranza, la speranza di un recupero di dignità”.
“Sento il mio come un percorso unico, e non lo dico per autocelebrarmi. Sono passato dalla finale del Festivalbar ad essere vincitore di una Targa Tenco a vincere il Festival di Sanremo, tutto in sei mesi”.
“A volte i matti, gli strambi, i bizzarri ci sorprendono: sono loro che ci danno il diritto di sentirci ‘normali’”.
“Le canzoni che escono come singolo ti etichettano. ‘Vorrei cantare come Biagio’ mi ha presentato in un modo, ora questa canzone mi presenta da un altro punto d vista. Mi piace pensare a me come a una macedonia, un caleidoscopio di possibilità”.
“Non mi interessa essere ricordato come vincitore, mi interessa che venga ricordata la mia canzone”.

Al Bano: “Non me l’aspettavo, dopo il voto della giuria di qualità. Ma le qualità hanno facce diverse. Perdono anche la giuria di qualità, come vuole il testo la mia canzone”.
“Non è solo il trionfo della melodia, ha vinto un rap: ma sottolineo il valore del testo di Cristicchi, che è una poesia in musica, e anche del mio”.
“Consiglio a Piero Mazzocchetti di alzare il suo cachet...”.
“Canterei volentieri la canzone di Piero, che fra l’altro è firmata da un grande compositore, Maurizio Fabrizio. Magari potremmo duettare, con Mazzocchetti... Fra l’altro abbiamo in comune l’arrangiatore, Alterisio Paoletti”.

“Sono ancora incredulo, scusatemi un attimo, devo riprendermi... Credo che quest’anno la melodia sia stata premiata. C’era evidentemente voglia di tornare alla melodia classica. Lo dimostrano due canzoni come la mia e quella di Albano completamente diverse, ma pur sempre classiche. Ho la avuto la grande soddisfazione di salire sul podio con una romanza”.
“Da domani... non accadrà niente, continuerò a fare quello che ho sempre fatto: cantare. Certo, ora potrò farlo anche in Italia. Adesso posso confessare di essere stato invidioso di Al Bano, che ho incontrato spesso in Germania ospite di molte trasmissioni televisive. Tornerò in Germania per la promozione del disco e perché la Germania mi ha dato davvero molto, anche se all’inizio ho avuto molte difficoltà: dovevo andare a cantare direttamente ai tavoli, perché molti non credevano che la voce che sentivano fosse veramente la mia”.
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