Su L’Unità Silvia Boschero relaziona sul concerto tenuto dalla capoverdina Cesaria Evora al Teatro Romano di Fiesole. Un grande concerto, occasione per fare la conoscenza con questo mito della musica lusofona e ascoltare le canzoni del suo ultimo album “Café Atlantico”, facendo conoscenza con un suono che lungi dal rappresentare soltanto la malinconia della morna adesso flirta anche con le sonorità africane, brasiliane e cubane. 47 anni, una vita vissuta intensamente alle spalle, Cesaria Evora si è presentata sul palco – come sempre a piedi scalzi – accompagnata dai suoi 10 musicisti e ha alternato momenti di ballo e di allegria ad altri di quasi scontrosa riservatezza. A proposito della sua musica ha detto: «Canto la nostalgia perché il mio è un popolo che è costretto a migrare. Da noi non piove mai, e la gente non riesce a vivere della propria terra. Negli anni ’50 ce ne andavamo in Angola o in altri paesi africani, poi è stata la volta di Europa e America. Tutti gli uomini cercano di migliorare la propria vita, ma la nostalgia rimane».
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