E’ successo nel 2006: 26 settembre

E’ successo nel 2006: 26 settembre
Luca Carboni: 'Guardando scorrere il tempo...' (26 settembre 2006)

"...le band si sciolgono". E i cantautori? Tengono duro, sfornano dischi, prendendosi il proprio tempo, e riflettono sul passare del tempo. Così ha fatto Luca Carboni, che a ben cinque anni di distanza dal suo ultimo album di inediti, "LU.CA", torna oggi sulle scene con una nuova fatica in studio. Più precisamente, in home studio. "Perché cinque anni di attesa?", ci spiega Luca, incontrato da Rockol in un hotel milanese: "Non sono uno che scrive sempre: ho bisogno di entrare nell'ordine di idee di dover scrivere un nuovo disco. Così, circa due anni fa, in una manciata di mesi mi sono trovato in mano tutte le canzoni che sono finite su '..le band si sciolgono'. A quel punto, però, sentivo di aver bisogno di qualcosa. Avrei voluto un produttore, un esterno che vedesse le canzoni sotto un'altra prospettiva, ma nel mio home studio ho capito che sarei riuscito a dare la dimensione giusta alle canzoni. Poi degli amici mi avevano portato dei dischi da ascoltare, cose tipo Postal Service e simili, che mi hanno convinto a mettermi davanti al computer e programmare synth e basi ritmiche. Così, quasi per caso, mi sono trovato, in vent'anni di carriera, a produrre completamente da solo un mio disco". In questa "fuga" fuori dal gruppo, però, a spalleggiare Luca sono stati tre colleghi importanti, ovvero Gaetano Curreri, Tiziano Ferro e Pino Daniele: "A parte Gaetano, col quale sono legato da un solidissimo rapporto umano e professionale, il bello è che queste due collaborazioni non sono nate dalla reciproca frequentazione, ma dal caso. Tiziano, una volta, scherzando mi chiese di farlo cantare su un mio disco: io l'ho preso in parola, e non appena ho avuto la canzone adatta, con una cadenza abbastanza serrata da valorizzare la sua voce, l'ho fatto. Con Pino invece è stato diverso: mentre riascoltavo le prime bozze de 'La mia isola' (brano sul quale è poi intervenuto il bluesman partenopeo), sentivo che la sua chitarra sarebbe stata perfetta. Così gliel'ho mandata via mail, chiedendogli una mano. A lui è subito piaciuta molto, e dopo tre giorni mi ha raggiunto a Bologna per registrare le sue parti". Il tempo, si diceva prima: elemento fondamentale, profondamente centrale in questo disco. "Ho 44 anni", riflette Carboni, "ed ho un rapporto molto pacificato col tempo. Se faccio riferimento alle band che si sciolgono, nel titolo dell'album, è perché - a prescindere dalle mie esperienze personali - credo che negli ultimi anni il tasso di individualismo sia notevolmente aumentato nelle nostre vite. E la nostra esistenza, paradossalmente, sta diventando sempre più frenetica ma al contempo sempre più vuota: le 'stronzate che piacciono' delle quali parlo nel testo del brano sono quelle che usiamo per riempirci le giornate, in mancanza di qualcosa che abbia uno spessore maggiore...". Pessimista? "No, non direi. Anzi, credo che la mia generazione, tanto vituperata, abbia invece molti aspetti positivi. Chi ha circa quarant'anni oggi non ha mai avuto grandi simboli, non ha creduto nella politica dei padri, ma ha avuto e continua ad avere valori veri. L'edonismo esasperato e l'individualismo del quale ho parlato prima sono dei risvolti estremi, che poco hanno a che fare con lo spirito che ci ha animato". Tornando ad argomentazioni più musicali, per Luca - artista eclettico, sedotto dalla musica ma anche dalla pittura - si prospetta un inizio di 2007 molto occupato: "Sono molto concentrato, e darò il massimo per promuovere al meglio l'album: quindi non concederò molto spazio a distrazioni. Inizieremo a febbraio con il tour nei club, per poi passare ai teatri e in seguito ai palazzetti. Sono curioso, davvero: sono 5 anni che non suono dal vivo e voglio vedere com'è cambiato il pubblico, dopo tutto questo tempo...". Già, il tempo...
Dall'archivio di Rockol - I talk show di Rockol per la Milano Music Week: Luca Carboni sulla nuova scena romana
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