Il concerto dei The Good, The Bad And The Queen alla Roundhouse di Londra era carico di aspettative. Un po' perché si trattava del secondo side-project di Damon Albarn dei Blur dopo i Gorillaz, ma anche perché l'altro co-leader, Paul Simonon, ex Clash, è uno che raramente accetta collaborazioni od intraprende nuove avventure musicali. Per il quotidiano "The Independent" la formazione, seppure ancora da rodare parecchio, come del resto ammesso pubblicamente da Albarn, ha "un potenziale straordinario". Tra i brani eseguiti: "History song", "80s life" e "On Northern whale". La musica del neonato gruppo? Eclettica, la definisce il giornale britannico. Da armonie doo-wop a ritmi reggae, passando per influenze punk "e con i Clash come presenza costante". A un certo punto Albarn, riconoscendo che la band aveva qualche problema, ha detto: "Stiamo suonando di merda. Possiamo suonare molto meglio. Abbiamo fatto solamente quattro concerti". Per il popolare "Daily Star" lo show è stato un grande successo e la formazione "promette grandi cose". Un altro tabloid, il più venduto "The Sun", preferisce invece sottolineare il fatto che il gruppo non era ancora molto preparato per un debutto live di simile portata. Ma tuttavia, quasi come l'Independent, scrive che la formazione ha potenziale.
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