Credits: Luigi Rizzo / Concessione in uso a Rockol
Dark ma non aggressiva, dolce ma non leziosa, Amy Lee - mente, volto e voce degli Evanescence - è apparsa oggi alla stampa italiana per presentare l'ideale seguito di "Fallen", il fortunato disco d'esordio che fece vendere alla band qualcosa come 14 milioni di copie in tutto il mondo: "The open door", questo il titolo della nuova fatica discografica del gruppo originario di Little Rock, raggiungerà i negozi del vecchio continente il prossimo 29 settembre, ma la loquace vocalist ("e autrice", ci tiene a precisare, tanto per non confondersi con le "bambole" del mainstream rock contemporaneo) non può aspettare. "Con 'Fallen' la nostra maggiore preoccupazione era quella di farci conoscere", spiega lei in un'elegante suite di un hotel milanese, "Oggi, questa esigenza non la sentiamo più. Ci sono successe molte cose in questi ultimi 3 anni, sia dal punto di vista umano che musicale. Cose belle e cose brutte, che comunque ci sono servite a maturare. Non è un caso che il nostro nuovo disco si intitoli 'Open door'. E' come se la nostra creatività fosse stata 'scoperchiata': oggi non ci preoccupiamo più di imporci limiti o di seguire codici, ma facciamo semplicemente quello che ci sentiamo di fare". Merito anche - dice Amy - dell'entrata di Terry Balsamo in seguito all'abbandono di Ben Moody, autore e chitarrista su "Fallen": "Lo stile di Terry è molto più elaborato e 'elevato' rispetto a quello di Ben: questo ha dato ai brani maggiore respiro, permettendoci di osare di più anche in fase di scrittura". Scrittura influenzata da insospettabili, come confessa la stessa Amy. "Le influenze?", si domanda Amy a chi rintraccia nella sua musica discendenze Seventies: "Beh, certo, apprezzo il grande rock degli anni Settanta, ma non lo conosco così bene per poterlo citare tra le mie influenze. Se dovessi citare gruppi o artisti ai quali sento di dover qualcosa, farei i nomi di Portishead e Bjork, a me cronologicamente più vicini. Ma anche di Mozart, al movimento del celebre Requiem del quale mi sono ispirata per scrivere 'Lacrymosa', che - per ragioni di 'affinità' - non è finita nella colonna sonora del film 'Le cronache di Narnia'". Basta accennare all'argomento cinema per accorgersi di aver toccato, almeno con la Lee, un nervo scoperto: "Credo che la nostra musica si adatti benissimo alle immagini in movimento. E' molto eterea, in certi sensi, quindi molto adatta ad essere una colonna sonora. Il nostro sogno, da questo punto di vista, sarebbe collaborare con Tim Burton: se accettasse di realizzare una clip per noi sarebbe fantastico". Usciti da poco dallo studio, gli Evanescence avranno ancora due settimane relativamente "libere" ("Io sono a promuovere il disco presso la stampa, John e gli altri sono a casa a provare", racconta Amy) prima di cominciare un tour, che - tra le altre date - li porterà anche all'Alcatraz di Milano, il prossimo 14 novembre: "La tournée sarà divisa in due parti: la prima ci vedrà in azione in sale relativamente piccole, dove potremmo rodare i brani da vivo e 'sentire' maggiormente la vicinanza del pubblico, mentre la seconda tranche, che prenderà il via con l'inizio del nuovo anno, si svolgerà in posti più grandi, dove potremo proporre set più elaborati".
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