Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
Un hotel assediato: il Principe di Savoia, da giorni, è il quartier generale dei Rolling Stones, che sono sbarcati a Milano dove domani apriranno il loro tour europeo. Assediato dai fan, che fuori e dentro attendono di intravedere la band, così come hanno fatto anche di fronte all’Alcatraz, sede delle prove. Oggi 10 luglio, l’hotel è assediato anche dai giornalisti: è il giorno dell’incontro con la stampa di tutto il vecchio continente, accolta da un’imponente security che controlla ogni mossa dei rappresentanti dei media. Durante l’attesa per la conferenza stampa, è facile incrociare gli Stones che girano per l’albergo tra un’intervista e l’altra, ma basta fare una mossa sbagliata (non mostrare l’invito, avvicinarsi troppo o cercare di rubare una foto con il telefonino) che si viene subito fermati e invitati a mostrare le credenziali.
Gli Stones sono star, e si capisce soprattutto da questi particolari. Contrariamente agli stereotipi dei divi, però, sono puntuali; vengono preceduti nella sala (addobbata da un fondale con la linguaccia e dal marchio dello sponsor) da precise raccomandazioni, e dal “Tour director” Michael Cohl, che racconta i numeri del “Bigger bang tour”, che nelle tranche precedenti (4,5 milioni di spettatori, compreso il concerto gratuito a Rio De Janeiro dello scorso febbraio), e che le scalette saranno diverse per il 50%-60% dalle altre parti del tour.
Apenna arrivano in sala scattano i flash, le telecamere iniziano a girare, e la frenesia degli oltre 100 giornalisti presenti rende l’aria elettrica: inizia la corsa al cercare di fare una domanda. I quattro salgono sul palchetto, dove rimarranno in piedi a disposizione dei giornalisti per poco più di 15 minuti. Keith Richards è in buona forma, dopo l’incidente alla testa che ha costretto a rimandare la partenza del tour (vedi news). E’ l’unico vestito “casual”, mentre gli altri tre sono in giacca o completo. I giornalisti assistono ad una recita dal copione e dalle parti ben consolidate: Mick Jagger tiene la scena, Keith ogni tanto interviene, Ron Wood è un po’ in disparte e Charlie Watts fa presenza senza aprire bocca anche quando viene tirato in ballo.
Le battute degli Stones rendono praticamente inutili le domande dei giornalisti, che peraltro sono spesso imbarazzanti. Una giornalista dell’NME fa i complimenti per l’ultimo album, “A bigger bang”, secondo lei è il migliore della band degli ultimi 20 anni e Mick risponde “grazie per gli altri!”. Un’altra giornalista inglese, del Daily Mirror, consegna a Keith una cornice con la prima pagina del suo giornale, con la foto del chitarrista.
Gli Stones entrano ringraziando per la pazienza di chi ha aspettato il loro tour europeo dopo lo spostamento. Mick fa i complimenti alla nazionale italiana per la coppa del mondo appena vinta. “Qual è stato il risultato?”, scherza: nell’82 aveva azzeccato il 3-1 dell’Italia sulla Germania, questa volta aveva pronosticato un 1-0 che invece non si è realizzato.
Seguono 10 minuti abbondanti di battute e non-notizie. Nessun dettaglio sulla scaletta di domani. “Non abbiamo progetti per l’anno prossimo”, risponde Mick a chi gli chiede se recupereranno le città saltate dal tour europeo dopo il nuovo itinerario. La risposta è più o meno la stessa quando si chiede loro se torneranno in studio. L’unico che sembra avere una vaga idea del futuro è Keith Richards, che a settembre girerà un cameo nel terzo episodio della saga dei “Pirati” con protagonista Johnny Depp, che a lui si è ispirato per il suo personaggio, e che a lui ha chiesto di interpretare suo padre. Keith scherza sul suo famigerato incidente che ha causato il rinvio del tour: “Non potete sapere quanto è basso l’albero da cui sono caduto. Comunque eccomi qua: sei settimane non sono male per un ‘brain job’, un’operazione al cervello”.
Ancora qualche battuta, con i giornalisti italiani contrariati perché il moderatore della conferenza stampa ha privilegiato i rappresentanti della stampa europea. Poi i quattro si eclissano dietro il palco, per qualche altra intervista. I gorilla iniziano a far sfollare i giornalisti, e guai a chi sgarra.
Gli Stones sono star, e si capisce soprattutto da questi particolari. Contrariamente agli stereotipi dei divi, però, sono puntuali; vengono preceduti nella sala (addobbata da un fondale con la linguaccia e dal marchio dello sponsor) da precise raccomandazioni, e dal “Tour director” Michael Cohl, che racconta i numeri del “Bigger bang tour”, che nelle tranche precedenti (4,5 milioni di spettatori, compreso il concerto gratuito a Rio De Janeiro dello scorso febbraio), e che le scalette saranno diverse per il 50%-60% dalle altre parti del tour.
Apenna arrivano in sala scattano i flash, le telecamere iniziano a girare, e la frenesia degli oltre 100 giornalisti presenti rende l’aria elettrica: inizia la corsa al cercare di fare una domanda. I quattro salgono sul palchetto, dove rimarranno in piedi a disposizione dei giornalisti per poco più di 15 minuti. Keith Richards è in buona forma, dopo l’incidente alla testa che ha costretto a rimandare la partenza del tour (vedi news). E’ l’unico vestito “casual”, mentre gli altri tre sono in giacca o completo. I giornalisti assistono ad una recita dal copione e dalle parti ben consolidate: Mick Jagger tiene la scena, Keith ogni tanto interviene, Ron Wood è un po’ in disparte e Charlie Watts fa presenza senza aprire bocca anche quando viene tirato in ballo.
Le battute degli Stones rendono praticamente inutili le domande dei giornalisti, che peraltro sono spesso imbarazzanti. Una giornalista dell’NME fa i complimenti per l’ultimo album, “A bigger bang”, secondo lei è il migliore della band degli ultimi 20 anni e Mick risponde “grazie per gli altri!”. Un’altra giornalista inglese, del Daily Mirror, consegna a Keith una cornice con la prima pagina del suo giornale, con la foto del chitarrista.
Gli Stones entrano ringraziando per la pazienza di chi ha aspettato il loro tour europeo dopo lo spostamento. Mick fa i complimenti alla nazionale italiana per la coppa del mondo appena vinta. “Qual è stato il risultato?”, scherza: nell’82 aveva azzeccato il 3-1 dell’Italia sulla Germania, questa volta aveva pronosticato un 1-0 che invece non si è realizzato.
Seguono 10 minuti abbondanti di battute e non-notizie. Nessun dettaglio sulla scaletta di domani. “Non abbiamo progetti per l’anno prossimo”, risponde Mick a chi gli chiede se recupereranno le città saltate dal tour europeo dopo il nuovo itinerario. La risposta è più o meno la stessa quando si chiede loro se torneranno in studio. L’unico che sembra avere una vaga idea del futuro è Keith Richards, che a settembre girerà un cameo nel terzo episodio della saga dei “Pirati” con protagonista Johnny Depp, che a lui si è ispirato per il suo personaggio, e che a lui ha chiesto di interpretare suo padre. Keith scherza sul suo famigerato incidente che ha causato il rinvio del tour: “Non potete sapere quanto è basso l’albero da cui sono caduto. Comunque eccomi qua: sei settimane non sono male per un ‘brain job’, un’operazione al cervello”.
Ancora qualche battuta, con i giornalisti italiani contrariati perché il moderatore della conferenza stampa ha privilegiato i rappresentanti della stampa europea. Poi i quattro si eclissano dietro il palco, per qualche altra intervista. I gorilla iniziano a far sfollare i giornalisti, e guai a chi sgarra.
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