Credits: Luciano Pascali
Sono passati dieci anni da quando Ron, in duetto con Tosca, vinse il quarantaseiesimo Festival di Sanremo con “Vorrei incontrarti tra cent’anni”. Il cantautore ha deciso di riaffrontare il palco dell’Ariston per una buona ragione: dare maggiore visibilità alla AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) a cui saranno devoluti i ricavati del disco in cui sarà inserito il brano sanremese.
Come affronterai questa nuova esperienza?
“Tornare a Sanremo mi avrebbe causato un po’ di trauma, soprattutto perché l’ho vinto dieci anni fa. Ma, se allora ero accompagno da Tosca, che non ringrazierò mai abbastanza, nemmeno questa volta mi sento solo perché ho l’appoggio di tutti quegli artisti straordinari che hanno accettato di collaborare con me per fare il disco di duetti (‘Ma quando dici amore’) che è uscito qualche mese fa nelle edicole e i cui ricavati andranno a favore della AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica). Così, sapere di avere l’appoggio di queste persone mi farà sentire estremamente sereno”.
Raccontaci di questa nuova canzone: “L’uomo delle stelle”.
“E’ una canzone che avevo scritto per Josh Grobham, un tenore statunitense che aveva espresso il desiderio di cantare un brano in italiano. Così mi sono messo al pianoforte e ho provato a pensare ad una musica adatta alla voce di un cantante lirico; così sono riuscito a toccare delle corde che non mi appartengono. E’ venuto fuori qualcosa che probabilmente non avrei mai scritto per me, si sente tutto il mio amore per Puccini e la musica italiana. ‘L’uomo delle stelle’ è una grande dichiarazione d’amore, esagerata come solo l'amore può essere. Si rivolge ad una persona, ma anche a tutto il mondo”.
Dopo il Festival partirai in tour?
“Sì, sto preparando uno spettacolo diverso dal solito. Sarà una piéce teatrale recitata e cantata: sul palco saliranno con me un quartetto di musiciste e attrici che mi accompagneranno nella rilettura delle mie canzoni sia dal punto di vista musicale che letterario. Uno spettacolo con un forte lato drammaturgico. Lo presenteremo a Milano e a Roma e poi lo porteremo nei festival estivi e in alcuni spazi di rilevanza storica”.
Hai altri progetti in corso?
“Mi sto sentendo e incontrando con i miei colleghi musicisti per poter chiedere maggiore dignità per i musicisti italiani da parte dei media. Stiamo cercando di far approvare dal Governo una legge simile a quella francese per cui le radio dovrebbero essere costrette a passare per il 70% musica italiana”.
Come affronterai questa nuova esperienza?
“Tornare a Sanremo mi avrebbe causato un po’ di trauma, soprattutto perché l’ho vinto dieci anni fa. Ma, se allora ero accompagno da Tosca, che non ringrazierò mai abbastanza, nemmeno questa volta mi sento solo perché ho l’appoggio di tutti quegli artisti straordinari che hanno accettato di collaborare con me per fare il disco di duetti (‘Ma quando dici amore’) che è uscito qualche mese fa nelle edicole e i cui ricavati andranno a favore della AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica). Così, sapere di avere l’appoggio di queste persone mi farà sentire estremamente sereno”.
Raccontaci di questa nuova canzone: “L’uomo delle stelle”.
“E’ una canzone che avevo scritto per Josh Grobham, un tenore statunitense che aveva espresso il desiderio di cantare un brano in italiano. Così mi sono messo al pianoforte e ho provato a pensare ad una musica adatta alla voce di un cantante lirico; così sono riuscito a toccare delle corde che non mi appartengono. E’ venuto fuori qualcosa che probabilmente non avrei mai scritto per me, si sente tutto il mio amore per Puccini e la musica italiana. ‘L’uomo delle stelle’ è una grande dichiarazione d’amore, esagerata come solo l'amore può essere. Si rivolge ad una persona, ma anche a tutto il mondo”.
Dopo il Festival partirai in tour?
“Sì, sto preparando uno spettacolo diverso dal solito. Sarà una piéce teatrale recitata e cantata: sul palco saliranno con me un quartetto di musiciste e attrici che mi accompagneranno nella rilettura delle mie canzoni sia dal punto di vista musicale che letterario. Uno spettacolo con un forte lato drammaturgico. Lo presenteremo a Milano e a Roma e poi lo porteremo nei festival estivi e in alcuni spazi di rilevanza storica”.
Hai altri progetti in corso?
“Mi sto sentendo e incontrando con i miei colleghi musicisti per poter chiedere maggiore dignità per i musicisti italiani da parte dei media. Stiamo cercando di far approvare dal Governo una legge simile a quella francese per cui le radio dovrebbero essere costrette a passare per il 70% musica italiana”.
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