Credits: Rockol
Sabato 30 gennaio la prima puntata di La "Canzone del secolo" di Pippo Baudo (Canale 5) ha perso il confronto con "Per tutta la vita", condotto da Fabrizio Frizzi (RaiUno). 7.436.000 persone, secondo l’Auditel, hanno scelto il varietà Rai. Due milioni in meno (5.228.000) hanno visto la trasmissione musicale di Baudo. Secondo Alessandra Comazzi, critico televisivo de "La Stampa", è la vittoria della realtà, della "vita vera" «sia pure filtrata dalla tv che la manipola, sullo spettacolo fatto dai professionisti».
Sul "Corriere della Sera" il critico Aldo Grasso, parlando di "La canzone del secolo", accusa i cantanti italiani: «Non li capirò mai: sempre con la puzza sotto il naso, va loro stretto persino il Conservatorio, appena possono sparlano di Sanremo e poi... E poi accettano di partecipare a un programma "mostruoso" come "La canzone del secolo". Parlo di Alex Britti, di Alex Baroni e soprattutto di Carmen Consoli. Che si è circondata di un'aura di cantante "difficile", di irriducibile, di virtuosa dell'alterità (come appare in "Comici"). Si dirà: ma ha un disco in uscita. Ma se lo tenga il suo disco in uscita! "La canzone del secolo" è un programma mostruoso, sia chiaro, dal punto di vista fisiologico perché è il tentativo di far convivere in un solo corpo due anime diverse: l'aspirazione di Baudo all'aplomb del varietà classico e la trucida comicità del Bagaglino (la regia è di Pingitore), il cantante affermato alla Ron e le battutacce di Pippo Franco, il travestito e Valeria Marini, il balletto della coreografa Evelyn Hanack e Martufello in calzoncini corti. Il tutto racchiuso in una monumentale scenografia di Gaetano Castelli, che fa molto centro commerciale. Prendi due, paghi uno: per lo spettatore. Paghi due, prendi uno: per Mediaset. Sponsorizzato da "Sorrisi e canzoni", il programma presenta una gara fra 100 canzoni del secolo interpretate - anche qui con un'operazione di trapianto - da cantanti famosi e da 50 esordienti. Largo ai giovani come dice Pippo. Di fronte a questi spettacoli si rimpiangono i capolavori di Domenico Paolella: "Canzoni di mezzo secolo" ('52), "Canzoni, canzoni, canzoni" ('53), Canzoni di ieri, canzoni di oggi, canzoni di domani" ('62). A dimostrazione che in tv è difficile inventare qualcosa di nuovo».
Sul "Corriere della Sera" il critico Aldo Grasso, parlando di "La canzone del secolo", accusa i cantanti italiani: «Non li capirò mai: sempre con la puzza sotto il naso, va loro stretto persino il Conservatorio, appena possono sparlano di Sanremo e poi... E poi accettano di partecipare a un programma "mostruoso" come "La canzone del secolo". Parlo di Alex Britti, di Alex Baroni e soprattutto di Carmen Consoli. Che si è circondata di un'aura di cantante "difficile", di irriducibile, di virtuosa dell'alterità (come appare in "Comici"). Si dirà: ma ha un disco in uscita. Ma se lo tenga il suo disco in uscita! "La canzone del secolo" è un programma mostruoso, sia chiaro, dal punto di vista fisiologico perché è il tentativo di far convivere in un solo corpo due anime diverse: l'aspirazione di Baudo all'aplomb del varietà classico e la trucida comicità del Bagaglino (la regia è di Pingitore), il cantante affermato alla Ron e le battutacce di Pippo Franco, il travestito e Valeria Marini, il balletto della coreografa Evelyn Hanack e Martufello in calzoncini corti. Il tutto racchiuso in una monumentale scenografia di Gaetano Castelli, che fa molto centro commerciale. Prendi due, paghi uno: per lo spettatore. Paghi due, prendi uno: per Mediaset. Sponsorizzato da "Sorrisi e canzoni", il programma presenta una gara fra 100 canzoni del secolo interpretate - anche qui con un'operazione di trapianto - da cantanti famosi e da 50 esordienti. Largo ai giovani come dice Pippo. Di fronte a questi spettacoli si rimpiangono i capolavori di Domenico Paolella: "Canzoni di mezzo secolo" ('52), "Canzoni, canzoni, canzoni" ('53), Canzoni di ieri, canzoni di oggi, canzoni di domani" ('62). A dimostrazione che in tv è difficile inventare qualcosa di nuovo».
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