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Esce ‘Subulones’ il primo disco di Paolo Licastro
In omaggio agli Etruschi e ai popoli del Mediterraneo
Presentazione a Napoli, domenica 12 febbraio 2006
Sarà presentato a Napoli, domenica 12 febbraio, SUBULONES, primo disco da solista del sassofonista e compositore napoletano Paolo Licastro. In quintetto, con Enzo Grimaldi (fisarmonica e piano), Sasà Brancaccio (basso), Enzo Pinelli (batteria), Michele Maione (percussioni), Paolo Licastro sarà impegnato in uno showcase mattutino alla FNAC (via Luca Giordano - tel. 0812201072), alle ore 11.30, e poi in concerto alle 22.30 al Rising South (via S. Sebastiano 19 - tel. 081447001).
Con il termine ‘Subulones’ gli antichi romani indicavano i musici professionisti etruschi. Noti nell’impero per la loro arte e maestria, e contemporaneamente temuti per orgoglio e fierezza, venivano ingaggiati per suonare nelle feste, pubbliche e private, dell’Antica Roma. ‘Erano artisti di grande valore - commenta Paolo Licastro - che difendevano la propria cultura e la propria arte anche nel frustrante stato di soggezione politica e militare cui i romani li avevano costretti’.
‘Subulones’ è un’opera prima, nata in dedica a questi antichi musicisti italiani, ormai leggendari, e in omaggio alle culture musicali popolari che, nei tanti Paesi bagnati dal mar Mediterraneo, sopravvivono ancora oggi conservando intatte caratteristiche e forme espressive proprie.
Nato a Napoli, classe 1965, Paolo Licastro matura il suo know how musicale incrociando e sovrapponendo ad una solida formazione jazz, gli interessi e la passione per la musica etnica, in particolare per quella tradizionale e popolare del Mediterraneo. Collabora con Daniele Sepe, Balkanja, Consiglia Ricciardi & Gipsy King, Giulietta Sacco, Nino D’Angelo, Marzouk Mejri, Khaled Ben Iahia, realizzando poi un personale percorso ‘trasversale’ che approda oggi, con il disco ‘Subulones’ ad una deriva etno-jazz, in cui ‘alchemicamente i suoni del Maghreb si sciolgono in un tappeto di ‘blue note’’.
‘Subulones’ propone 19 titoli in track list, in una sequenza che unisce il jazz al deserto africano e che rende omaggio alla musica del Sud dell’Italia sposandola a cadenze di altre etnie mediterranee.
‘E’ un modo - aggiunge Paolo Licastro - per rendere omaggio alle genti che non rinnegano la loro storia e le loro origini, che si oppongono alla globalizzazione, che resistono e, soprattutto, riescono a sopravvivere alle guerre, siano esse di mafia, camorra, di religione, di petrolio, di confini’.
Il disco registrato da Roberto D'aquino, mixato da Massimo Aluzzi, per il mastering di Bob Fix, è prodotto dallo stesso Paolo Licastro ed è distribuito esclusivamente attraverso il sito internet del compositore e musicista www.paololicastro.it
Esce ‘Subulones’ il primo disco di Paolo Licastro
In omaggio agli Etruschi e ai popoli del Mediterraneo
Presentazione a Napoli, domenica 12 febbraio 2006
Sarà presentato a Napoli, domenica 12 febbraio, SUBULONES, primo disco da solista del sassofonista e compositore napoletano Paolo Licastro. In quintetto, con Enzo Grimaldi (fisarmonica e piano), Sasà Brancaccio (basso), Enzo Pinelli (batteria), Michele Maione (percussioni), Paolo Licastro sarà impegnato in uno showcase mattutino alla FNAC (via Luca Giordano - tel. 0812201072), alle ore 11.30, e poi in concerto alle 22.30 al Rising South (via S. Sebastiano 19 - tel. 081447001).
Con il termine ‘Subulones’ gli antichi romani indicavano i musici professionisti etruschi. Noti nell’impero per la loro arte e maestria, e contemporaneamente temuti per orgoglio e fierezza, venivano ingaggiati per suonare nelle feste, pubbliche e private, dell’Antica Roma. ‘Erano artisti di grande valore - commenta Paolo Licastro - che difendevano la propria cultura e la propria arte anche nel frustrante stato di soggezione politica e militare cui i romani li avevano costretti’.
‘Subulones’ è un’opera prima, nata in dedica a questi antichi musicisti italiani, ormai leggendari, e in omaggio alle culture musicali popolari che, nei tanti Paesi bagnati dal mar Mediterraneo, sopravvivono ancora oggi conservando intatte caratteristiche e forme espressive proprie.
Nato a Napoli, classe 1965, Paolo Licastro matura il suo know how musicale incrociando e sovrapponendo ad una solida formazione jazz, gli interessi e la passione per la musica etnica, in particolare per quella tradizionale e popolare del Mediterraneo. Collabora con Daniele Sepe, Balkanja, Consiglia Ricciardi & Gipsy King, Giulietta Sacco, Nino D’Angelo, Marzouk Mejri, Khaled Ben Iahia, realizzando poi un personale percorso ‘trasversale’ che approda oggi, con il disco ‘Subulones’ ad una deriva etno-jazz, in cui ‘alchemicamente i suoni del Maghreb si sciolgono in un tappeto di ‘blue note’’.
‘Subulones’ propone 19 titoli in track list, in una sequenza che unisce il jazz al deserto africano e che rende omaggio alla musica del Sud dell’Italia sposandola a cadenze di altre etnie mediterranee.
‘E’ un modo - aggiunge Paolo Licastro - per rendere omaggio alle genti che non rinnegano la loro storia e le loro origini, che si oppongono alla globalizzazione, che resistono e, soprattutto, riescono a sopravvivere alle guerre, siano esse di mafia, camorra, di religione, di petrolio, di confini’.
Il disco registrato da Roberto D'aquino, mixato da Massimo Aluzzi, per il mastering di Bob Fix, è prodotto dallo stesso Paolo Licastro ed è distribuito esclusivamente attraverso il sito internet del compositore e musicista www.paololicastro.it