Olivia Rodrigo ha chiesto aiuto a ChatGPT: "Solo idee del cazzo"

La cantante racconta la sua esperienza ed esclude l'utilizzo dell'IA nelle sue canzoni
Olivia Rodrigo ha chiesto aiuto a ChatGPT: "Solo idee del cazzo"
Credits: Luigi Rizzo / Concessione in uso a Rockol

Olivia Rodrigo non ha intenzione di avvalersi del supporto dell'intelligenza artificiale per scrivere o realizzare la propria musica. La cantante statunitense ha espresso una posizione netta sull'impiego di questa tecnologia nel processo creativo durante una recente intervista rilasciata all'"Hollywood Reporter", nella quale ha raccontato anche di aver sperimentato, per curiosità, le capacità di ChatGPT insieme al suo storico produttore Dan Nigro.

"Non userei mai l'intelligenza artificiale in nessuna delle mie canzoni. Assolutamente no. Su questo non transigo", ha dichiarato Rodrigo, spiegando che l'unico contatto avuto con questa tecnologia in ambito musicale è stato un tentativo di ottenere qualche suggerimento per il titolo di un brano. Riportando il suo esperimento e chiarendo di non aver mai preso seriamente in considerazione l'ipotesi di affidarsi all'intelligenza artificiale per il proprio lavoro, la cantautrice ha raccontato:

"Una volta io e Dan ci siamo chiesti quali idee avrebbe potuto proporre ChatGPT per il titolo di una canzone di Olivia Rodrigo. Ed erano tutte delle idee del cazzo".

Le dichiarazioni della popstar si inseriscono nel dibattito che da tempo coinvolge l'industria discografica sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale, tra questioni legate al diritto d'autore, alla tutela dell'identità degli artisti e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Lo scorso settembre, Suno, piattaforma specializzata nella generazione di musica attraverso l'intelligenza artificiale, ha ammesso di aver utilizzato materiale audio proveniente da YouTube per addestrare i propri modelli, mentre alcuni musicisti, tra cui Jason Isbell, hanno avviato un'azione legale contro il servizio, accusandolo di riprodurre senza autorizzazione caratteristiche riconducibili all'identità e allo stile di determinati artisti. Non tutti i musicisti, tuttavia, condividono la posizione di Rodrigo. Recentemente Dr. Dre ha dichiarato di considerare l'intelligenza artificiale un nuovo strumento a disposizione della creatività, paragonando le perplessità che accompagnano la sua diffusione a quelle suscitate, in passato, dall'introduzione delle drum machine e dei sintetizzatori.

L'intervista per "Hollywood Reporter" di Olivia Rodrigo arriva a pochi mesi dalla pubblicazione di "You Seem Pretty Sad For A Girl So In Love" (qui la nostra recensione), il terzo album in studio della cantautrice, uscito lo scorso giugno, e nelle settimane successive all'avvio del suo "Unraveled Tour", partito a settembre e destinato a proseguire anche nel 2027, quando passerà anche dall'Italia per due date in programma il 27 e 28 aprile 2027 a Milano.

Nel corso della conversazione con "Hollywood Reporter", la cantante ha parlato anche del rapporto con la propria notorietà e dell'esperienza del "Daisy Chain Fields", il festival dedicato alle donne che ha organizzato lo scorso agosto in California, coinvolgendo artiste come Stevie Nicks, Alanis Morissette, Chappell Roan, Doechii, Bikini Kill e Garbage. L'evento ha raccolto fondi destinati a diverse organizzazioni impegnate nel sostegno delle donne e delle ragazze, offrendo a Rodrigo l'occasione per riflettere su come utilizzare la visibilità ottenuta fin dall'adolescenza. "Ho avuto tutta questa attenzione addosso da quando avevo 17 anni e l'ho sempre considerata come un peso", ha spiegato la cantante: "Ma 'Daisy Chain Fields' è stato per me un esempio concreto di come questa visibilità rappresenti in realtà un potere che puoi utilizzare per fare del bene".

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