Che cosa lega Bruce Dickinson a William Blake?
Bruce Dickinson ha pubblicato il video della nuova versione di uno dei suoi classici da solista, Change Of Heart: una sorta di dialogo consapevole e profondo con il proprio passato artistico. Il brano è estratto da More Balls To Picasso, la rilettura pubblicata lo scorso anno del cruciale disco solista del 1994, e assume oggi una veste e un significato ancora più stratificati.
Rimettere mano a quel materiale, nato nel delicato periodo della sua prima separazione dagli Iron Maiden, è il simbolo della forza trainante che nasce dal confronto con le proprie radici. Rielaborare certe composizioni con la saggezza e la maturità vocale costruite in decenni di palchi restituisce, a una traccia già emotivamente densa, una potenza espressiva del tutto rinnovata.
L'impatto del brano è ulteriormente amplificato dall'apparato visivo, affidato alla regia di Leo Liberti e Antoine de Montremy. Girato a San Paolo, in Brasile, contestualmente alle riprese di Tears Of The Dragon, il video trova nel calore e nei contrasti del Sudamerica un palcoscenico ideale. Eppure, l'elemento più affascinante dell'opera risiede nella sua connotazione letteraria e visiva, che attinge a piene mani all'immaginario del poeta e pittore britannico William Blake.
Esplorando la tensione tra innocenza ed esperienza, libertà e schiavitù spirituale, Dickinson costruisce una potente metafora affidando a un bambino il compito di trasportare un dipinto di Blake tra le strade della città. Il ragazzino diventa così l'incarnazione di quella "consapevolezza primordiale" e di quello sguardo puro che gli adulti, piegati dalle convenzioni, hanno imparato a ignorare. Attraverso questo intreccio di musica, arte figurativa e letteratura, il cantante degli Iron Maiden conferma la sua statura di narratore colto, capace di utilizzare il linguaggio viscerale del metal per risvegliare la parte più autentica e incorrotta dell'animo umano.