La silenziosa lotta di Taylor Swift contro i video di Trump
Nuovo capitolo dello scontro tra il mondo pop-rock e l'amministrazione Trump. Dopo gli eredi di Leonard Cohen, Springsteen e Katy Perry, questa volta però c’è di mezzo Taylor Swift, che ha scelto un approccio diverso. La cantante ha fatto rimuovere un'altra sua canzone da un video pubblicato sull'account TikTok ufficiale della Casa Bianca, senza però rilasciare alcuna dichiarazione pubblica, scegliendo di non rispondere pubblicamente alle continue provocazioni social dell’amministrazione e di Trump stesso.
L'ultimo episodio riguarda "I Bet You Think About Me", brano del 2021 utilizzato dalla Casa Bianca come colonna sonora di un video in cui Donald Trump saluta sostenitori e collaboratori. La didascalia giocava sul titolo della canzone: "We know you think about us", "Sappiamo che stai pensando a noi". Poche ore dopo la pubblicazione, l'audio è stato silenziato e sostituito.
È la seconda volta nel giro di pochi giorni. L'8 agosto Swift aveva già fatto rimuovere "August" da un video pubblicato dall'account TikTok Team Trump, dedicato alla campagna del presidente. Anche in quel caso il post sembrava cercare deliberatamente una reazione della cantante: "Siamo sicuri che Taylor Swift sarà felicissima che abbiamo usato la sua canzone", recitava la didascalia. Dopo quell'episodio, altri brani della popstar presenti in vecchi video dell'account erano stati silenziati.
La differenza rispetto ad altri artisti è proprio nel modo in cui Swift sta gestendo la vicenda. Nessun commento sui social: parlano i fatti. Le canzoni vengono fatte rimuovere dai video in cui vengono utilizzate senza autorizzazione. Una strategia simile a quella adottata recentemente da Bad Bunny, che aveva fatto silenziare "La Mudanza" da un video della Casa Bianca senza rilasciare dichiarazioni.
La vicenda si inserisce in una strategia comunicativa ormai dichiarata. Esponenti dell'amministrazione Trump hanno infatti spiegato in passato di utilizzare volutamente canzoni di artisti considerati "liberal", anche come forma di provocazione, sapendo che le eventuali reazioni degli autori contribuiscono ad amplificare la diffusione dei contenuti sui social.
Negli ultimi mesi, invece, altri artisti hanno comunque scelto la strada dello scontro diretto. Katy Perry aveva protestato pubblicamente dopo che la Casa Bianca aveva utilizzato "Firework" come colonna sonora di un video con immagini di attacchi militari contro l’Iran. Lo stesso schema si è ripetuto anche con altri musicisti. Gli eredi di Leonard Cohen hanno diffidato Trump dall'utilizzare "Hallelujah" durante un raduno politico, mentre Bruce Springsteen continua a essere uno dei bersagli preferiti del presidente, che alterna attacchi personali e politici al cantautore. Il Boss non risponde direttamente, ma continua a prendere posizione in pubblico sulle strategie della Casa Bianca. Taylor Swift, invece, sembra avere scelto un'altra strada: nessuna replica pubblica, soltanto la progressiva scomparsa delle sue canzoni dai video dell'amministrazione.