Maneskin contro Greta Van Fleet: si riaccende la sfida rock?

Le due band ritornano. Ma nel frattempo il rock ha trovato nuovi protagonisti a livello mondiale.
Maneskin contro Greta Van Fleet: si riaccende la sfida rock?
Credits: Michele Aldeghi / Concessione in uso a Rockol

Per qualche anno sembrava che il rock avesse trovato due volti improbabili per tornare al centro della scena. Da una parte i Greta Van Fleet, i quattro ragazzi del Michigan che hanno riportato chitarre, riff e un immaginario classic rock davanti a una nuova generazione. Dall'altra il loro "corrispettivo" italiano, ovvero i Maneskin, la band romana capace di trasformarsi in un fenomeno internazionale sbancando prima a Sanremo e poi all'Eurovision Song Contest con "Zitti e buoni". Ora, per un curioso allineamento degli astri, entrambe le band sembrano prepararsi a tornare. I Greta Van Fleet sono già ripartiti. Dopo una lunga pausa successiva allo "Starcatcher World Tour", concluso nel 2024, la band ha appena pubblicato il nuovo singolo "Play your games". Il ritorno non è soltanto simbolico: è arrivato anche l’annuncio del nuovo album, "Palace for the people, atteso il 9 ottobre 2026". Per i Maneskin il discorso è più delicato. La band è ferma come formazione mentre i quattro componenti hanno seguito percorsi separati, con Damiano David impegnato nella sua carriera solista. Ma il 2027 potrebbe essere l’anno della reunion, come anticipato da Rockol. I piani sono ben definiti: superospitata al Festival di Sanremo 2027, presumibilmente nella prima serata, e poi un tour estivo nel 2027. Forse anche negli Usa. Ed è qui che la storia diventa interessante.

Chi rappresenta meglio il nuovo rock internazionale?

Perché se i Maneskin dovessero davvero tornare in tour nel 2027, e se il calendario comprendesse anche gli Stati Uniti, potrebbe ricomporsi una sfida che negli ultimi anni ha avuto un significato quasi simbolico: chi rappresenta meglio il nuovo rock internazionale? I Greta Van Fleet hanno costruito la propria identità guardando esplicitamente alla grande tradizione del rock degli anni Settanta. Chitarre pesanti, voce acrobatica (quella di Josh Kiszka), assoli, sensazioni blues e Led Zeppelin come riferimento inevitabile: il loro successo ha dimostrato che quel linguaggio, spesso considerato appartenente a un’altra epoca, può ancora trovare un pubblico giovane. Il nuovo singolo "Play your games" conferma questa direzione, senza nascondere la componente vintage del loro suono. Damiano David e soci, invece, hanno fatto un percorso diverso. Il loro rock è stato, per i puristi, fin dall’inizio più contaminato, più spettacolare e più legato alla cultura pop contemporanea. Il punto di forza non è stato soltanto il suono, ma la capacità di trasformare la band in un fenomeno visivo e generazionale. Quando "*Zitti e buoni" *ha vinto a sorpresa il Festival di Sanremo e poi l’Eurovision nel 2021, il gruppo romano ha aperto una strada che ha portato il rock italiano su palcoscenici internazionali con una forza che non si vedeva da decenni. Due strategie diverse, dunque. I Greta Van Fleet hanno guardato indietro per dimostrare che il classic rock poteva ancora parlare al presente. I Måneskin hanno guardato avanti, utilizzando il rock come linguaggio pop globale. Ora gli Stati Uniti potrebbero essere il terreno più interessante per verificare quale delle due formule abbia ancora più forza.

La sfida più difficile per i Maneskin

L'ipotesi di un tour americano dei Maneskin nel 2027, se confermata, li riporterebbe infatti nel mercato che più di ogni altro ha alimentato il mito del rock. Ma è proprio dagli Stati Uniti che potrebbe arrivare la sfida più difficile per la band romana. Perché, al momento, oltreoceano non sembra esserci una particolare nostalgia per Damiano David e soci. L'hype che aveva accompagnato l'esplosione internazionale della rock band romana appare essersi affievolito dopo la conclusione del tour legato a "Rush!", nel 2024. E nemmeno la parentesi solista di Damiano David ha avuto, negli Stati Uniti, l'impatto che molti si aspettavano. Il suo album solista, "Funny little fears", non è riuscito ad andare oltre la ventiduesima posizione della Billboard 200, nonostante un lavoro costruito anche insieme ad alcuni dei nomi più interessanti della scena pop e rock angloamericana, da Labrinth a Jason Evigan, John Hill e Ryan Daly, passando per Connor McDonough, Jackson Rau, Mark Schick, Riley McDonough e Sammy Witte. Un risultato che, letto alla luce delle aspettative, racconta qualcosa. Non necessariamente un fallimento, ma certamente un raffreddamento rispetto alla febbre Maneskin degli anni immediatamente successivi alla vittoria all'Eurovision. Anche nel Regno Unito, altro mercato fondamentale per il rock, l'accoglienza del progetto solista di Damiano è stata relativamente tiepida. E il confronto con la parabola dei Maneskin è inevitabile: nel 2023 "Rush!" aveva ottenuto nel Regno Unito un disco d'oro, certificazione assegnata per l'equivalente di 100 mila copie vendute.

Quanto del fenomeno è ancora intatto fuori dall'Italia?

La vera domanda è dinque: quanto del fenomeno Maneskin è ancora intatto fuori dall'Italia? Ed è qui che il ritorno del gruppo potrebbe diventare una scommessa molto più interessante di quanto sembri. I Greta Van Fleet hanno continuato a presidiare quello spazio, anche banalmente per questioni di territorialità. Il 2027 potrebbe quindi mettere di fronte due storie molto diverse. Da una parte i Greta Van Fleet, che tornano con un nuovo album e con un'identità ormai consolidata. Dall'altra i Maneskin, chiamati a dimostrare che la pausa non ha cancellato quella scintilla che, tra il 2021 e il 2023, li aveva trasformati nella più grande esportazione rock italiana degli ultimi decenni.

Le nuove band che hanno conquistato tutti: dai Geese ai Fontaines

Nel frattempo il panorama rock internazionale non è rimasto fermo ad aspettare i Maneskin e i Greta Van Fleet. Negli ultimi anni sono emerse nuove band capaci di catturare l'attenzione dei media e del pubblico, ridisegnando in parte la geografia del rock contemporaneo. I Geese sono forse l'esempio più evidente: una band che già aveva cominciato a farsi conoscere, ma che con gli ultimi lavori ha compiuto un salto notevole, conquistando un pubblico sempre più ampio. Ma non sono i soli. Ci sono i Fontaines D.C., ormai diventati una delle realtà più importanti della nuova scena rock, e gli Idles, capaci di trasformare la loro attitudine punk in un linguaggio sempre più personale e riconoscibile. Gruppi che non sono nati ieri, ma che negli ultimi anni hanno fatto un salto di qualità e di popolarità significativo. È anche questo il contesto nel quale Maneskin e Greta Van Fleet dovranno tornare a misurarsi: un panorama in cui il rock continua a produrre nuovi protagonisti e nel quale, forse, la vera sfida non sarà soltanto capire chi dei due riuscirà a riconquistare il pubblico, ma quanto spazio ci sarà, nel 2027, per tutti questi nuovi nomi.

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