Addio a Francesco Guccini

Il cantautore emiliano aveva 86 anni
Addio a Francesco Guccini
Credits: Mattia Zoppellaro

Questa mattina a Pavana, dove risiedeva, è mancato all'età di 86 anni Francesco Guccini. A renderlo noto è la famiglia sottolineando che «nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata». La famiglia, «nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre».

Francesco Guccini era nato a Modena il 14 giugno del 1940. Durante la guerra la sua famiglia sfolla a Pàvana, sull’appennino pistoiese, per poi tornare a Modena nel 1945. Si diploma alle magistrali nel 1958, ma già l’anno prima, avendo imparato a strimpellare la chitarra, aveva fondato il suo primo complesso musicale (gli Hurricanes, poi Snakes). A 19 anni trova lavoro come istitutore in un collegio di Pesaro, ma viene licenziato dopo appena un mese e mezzo. Si iscrive all’università, e intanto lavora per la "Gazzetta dell'Emilia". Nel 1961, con Alfio Cantarella e Victor Sogliani (poi nell’Equipe 84) fonda i "Marinos", poi "Gatti". Nello stesso anno si trasferisce con la famiglia a Bologna, dove comincia a scrivere le prime canzoni. Dopo il servizio militare riprende l’università e continua a suonare e a scrivere canzoni (fra queste “Auschwitz”, “È dall'amore che nasce l'uomo”, “Noi non ci saremo” e “Dio è morto”).

Il successo di quest’ultima (cantata dai Nomadi) procura a Guccini un contratto editoriale in esclusiva con la Emi-Voce del Padrone. Proprio per la Emi incide il suo primo 33 giri, "Folk beat N.1", che esce nel 1967 (“In morte di S.F.”, “Statale 17”, “L’atomica cinese”). Dopo aver registrato un 45 giri ed il suo secondo album ("Due anni dopo", 1970: “Primavera di Praga”, Giorno d’estate”, “Vedi cara”), e dopo un viaggio negli Stati Uniti, si trasferisce in Via Paolo Fabbri 43. Nel 1971 esce "L'isola non trovata" (“Il Frate”, “UN altro giorno è andato”, “Canzone di notte”), il 1972 è invece l'anno del quarto album ("Radici"), che lo rende popolare: fra i titoli “La locomotiva”, “Incontro”, “Il vecchio e il bambino”). Dopo l'intermezzo di "Opera buffa" (1973: “Il bello”, “La Genesi”, “La fiera di San Lazzaro”), nel 1974 esce "Stanze di vita quotidiana" (“Canzone delle osterie di fuori porta”, “Canzone per Piero”) seguito nel 1976 da "Via Paolo Fabbri 43" (“L’avvelenata”, “Il pensionato”).

"Amerigo" è pubblicato nel 1978 - fra i titoli: “”Eskimo” e “100, Pennsylvania Ave.” - , e quell’anno nasce la figlia Teresa. Nel 1979 viene pubblicato un disco registrato dal vivo con i Nomadi, "Album concerto", mentre il successivo "Metropolis" (“Bisanzio”, “Venezia”, “Bologna”) è datato 1981. Due anni più tardi esce "Guccini": fra le sei canzoni che compongono l'album, “Autogrill”, “Argentina”, “Gli amici”). Nel 1984 Francesco Guccini partecipa a un grande concerto in Piazza Maggiore, a Bologna, cui prendono parte altri artisti, dai Nomadi a Paolo Conte, da Giorgio Gaber all'Equipe 84; parte di quel concerto è documentata da "Fra la via Emilia e il West". Dopo tre anni, esce nel 1987 "Signora Bovary": è l'album di “Culodritto”, “Van Loon”, “Keaton”. Solo un anno dopo uscirà il live "...quasi come Dumas..." Il 1990 vede l’uscita di "Quello che non...", con brani come “Canzone delle domande consuete” (miglior canzone dell’anno al Premio Tenco) e “Cencio”.

Nel 1994 esce "Parnassius Guccinii", che si apre con “Canzone per Silvia”; il 1996 è invece l'anno di "D'amore di morte e di altre sciocchezze", nel quale, oltre a “Cirano” e “Quattro stracci”, è contenuta “Lettera”, dedicata a due amici scomparsi: Bonvi e Victor Sogliani. Nel 2000 esce "Stagioni" (“Ho ancora la forza”, “Don Chisciotte”) seguito nel 2004 da "Ritratti" (“Odysseus”, “Canzone per il Che”, “Cristoforo Colombo”). Solo un anno più tardi viene pubblicato il live "Anfiteatro". A quasi sette anni di distanza, a novembre 2012, "L'ultima Thule", lavoro che potrebbe essere, come ha dichiarato lo stesso Guccini, l'ultimo album della sua carriera. Nel 2013 scrive, assieme allo storico chitarrista Flaco Biondini, un brano per i cinquant’anni dalla fondazione dei Nomadi e che s’intitola appunto “Nomadi”. Mentre Guccini continua la sua attività da scrittore, 2015 arriva "Se io avessi previsto tutto questo", box in due versioni (4CD e 10CD), retrospettiva sulla sua carriera. Nel 2015 ritorna a cantare, come ospite nella canzone "Le storie che non conosci", di Samuele Bersani e Pacifico e sempre nel 2015 il Club Tenco dedica al cantautore modenese la rassegna chiamata comunemente Premio Tenco. Nel novembre 2022, a dieci anni da "L'ultima Thule" esce l'album di cover di brani popolari "Canzoni da intorto", seguito, nel novembre 2023, da un nuovo disco di cover intitolato "Canzoni da osteria".

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