Katie Melua a Rockol: 'Come mai non sono famosa in Italia?' (14 novembre 2005)
"Call off the search", il primo album di Katie Melua, nel gennaio 2004 ha raggiunto il primo posto della classifica britannica. Il 16 gennaio scorso Rockol ha pubblicato la notizia che lo stesso CD è risultato il quinto più venduto nel Regno Unito, con 1.360.000 copie, di tutto il 2004. Curiosamente il lavoro della Melua ha surclassato "Feels like home" di Norah Jones, l'artista che certa critica considera a lei più affine. Il disco della Jones è risultato ottavo con 994.000 unità mosse. "Piece by piece", il secondo album di Katie Melua, nata a Tiblisi in Georgia nel 1984 e successivamente trasferitasi prima a Belfast e poi a Londra, all'inizio dello scorso ottobre ha ripetuto l'exploit del primo ed è entrato nella classifica UK in prima posizione. "Call off the search" si è preso il disco d'oro in Olanda e Svizzera, il disco di platino in Danimarca, Nuova Zelanda ed Australia ed il doppio platino in Germania, Irlanda, Norvegia e Sud Africa. E in Italia? In Italia la conoscono in quattro gatti. Perché? Rockol l'ha domandato direttamente a lei.
-Katie, perché qui non hai successo?
Katie Melua: "Ah, dovresti dirmelo tu. Non so perché non sono conosciuta in Italia. Mah, non so: come mai? In realtà forse dipende dal fatto che il mio primo disco praticamente qui non è uscito. E' solo adesso, con il secondo e con l'accordo con l'etichetta Dramatico e la edel, che stiamo iniziando a spingere il mio lavoro".
Il breve incontro si svolge nella tranquilla ed ovattata opulenza di uno dei migliori alberghi di lusso di Milano, e più esattamente nella splendida sala bar, un trionfo di marmi e specchi ed atmosfere anni Venti. Katie è cortese, a suo agio, abbastanza distesa, ma le sue risposte sono piuttosto secche e non lasciano spazio ad "agganci" sui quali poter innestare altre domande. Del resto ha poco più di vent'anni, non si può pretendere che già padroneggi le tecniche di intervista.
-Il 14 novembre dello scorso anno ti sei ritrovata nello studio londinese di Sir George Martin per registrare la cover di "Do they know it's Christmas?" con tanti bei nomi. Come sono andate le cose?
"E' stato incredibile, fantastico e molto strano. C'era gente come Chris Martin, Sugababes, Joss Stone, Jamelia. Paul McCartney aveva invece registrato la sua parte di basso il giorno prima. Strano, perché vent'anni prima era stata una cosa grandissima. Comunque per me è stato un piacere immenso".
-E' vero che Joss Stone non sapeva chi fosse Geldof e, forse dopo aver letto troppo Tolkien, l'ha chiamato Gandalf?
"Ah hah, sì, questa l'avevo già sentita…però no, non credo che le cose siano andate così, penso che sia stata una battuta detta apposta".
-Ti aspettavi che anche "Piece by piece" potesse ripetere il successo di "Call off the search"? Cosa hai fatto quando ti hanno detto che era al numero uno in Gran Bretagna?
"Non so, con le chart non si sa mai come vanno le cose. Ero un po' nervosa, dopo il successo del primo disco. Però è una cosa alla quale non pensi molto. Cosa ho fatto? Ho detto una cosa tipo 'yeah!'. Sì, felice".
-Adesso abiti a Londra, giusto? In che zona?
"Sì, a Londra, vicino a Paddington".
-Ce l'hai la tessera punti della Tesco? (la maggiore catena di supermarket)
"No. Però la spesa la faccio io. E chi, se no?"
-Single o fidanzata?
"Single".
-All'inizio i media musicali ti avevano messa sulla stessa barca di Norah Jones. Pensi che ora i giornalisti abbiano cambiato idea?
"Sì. Ora di me si sa di più. Comunque i paragoni con Norah Jones non è che mi dispiacessero troppo, è brava. La cosa non mi dava fastidio".
-Torni mai a Belfast, dove hai vissuto per cinque anni?
"Devo dire di sì, certo, anzi ci torno abbastanza spesso. Per me lì è stato un periodo felice, c'erano i troubles (i problemi generati dal terrorismo) ma io personalmente non sono mai rimasta coinvolta e non ho mai visto niente di terribile".
-In Italia non sei famosa, ma farai da supporter ai Simply Red nelle date di Roma, il 15 dicembre prossimo, e Milano, il 21 dicembre. Pensi che dopo le cose per te potranno cambiare, per quanto riguarda l'Italia?
"Non lo so, le cose sono strane, dipende dalla gente. Spero di sì, ma non ne ho idea".
-Ti vedremo qui con uno show tuo?
"Non lo so, il mio tour inizia in Gran Bretagna il 20 gennaio. Spero di venire anche qui. Quando non saprei, ma forse verso metà o fine febbraio".
"Call off the search", il primo album di Katie Melua, nel gennaio 2004 ha raggiunto il primo posto della classifica britannica. Il 16 gennaio scorso Rockol ha pubblicato la notizia che lo stesso CD è risultato il quinto più venduto nel Regno Unito, con 1.360.000 copie, di tutto il 2004. Curiosamente il lavoro della Melua ha surclassato "Feels like home" di Norah Jones, l'artista che certa critica considera a lei più affine. Il disco della Jones è risultato ottavo con 994.000 unità mosse. "Piece by piece", il secondo album di Katie Melua, nata a Tiblisi in Georgia nel 1984 e successivamente trasferitasi prima a Belfast e poi a Londra, all'inizio dello scorso ottobre ha ripetuto l'exploit del primo ed è entrato nella classifica UK in prima posizione. "Call off the search" si è preso il disco d'oro in Olanda e Svizzera, il disco di platino in Danimarca, Nuova Zelanda ed Australia ed il doppio platino in Germania, Irlanda, Norvegia e Sud Africa. E in Italia? In Italia la conoscono in quattro gatti. Perché? Rockol l'ha domandato direttamente a lei.
-Katie, perché qui non hai successo?
Katie Melua: "Ah, dovresti dirmelo tu. Non so perché non sono conosciuta in Italia. Mah, non so: come mai? In realtà forse dipende dal fatto che il mio primo disco praticamente qui non è uscito. E' solo adesso, con il secondo e con l'accordo con l'etichetta Dramatico e la edel, che stiamo iniziando a spingere il mio lavoro".
Il breve incontro si svolge nella tranquilla ed ovattata opulenza di uno dei migliori alberghi di lusso di Milano, e più esattamente nella splendida sala bar, un trionfo di marmi e specchi ed atmosfere anni Venti. Katie è cortese, a suo agio, abbastanza distesa, ma le sue risposte sono piuttosto secche e non lasciano spazio ad "agganci" sui quali poter innestare altre domande. Del resto ha poco più di vent'anni, non si può pretendere che già padroneggi le tecniche di intervista.
-Il 14 novembre dello scorso anno ti sei ritrovata nello studio londinese di Sir George Martin per registrare la cover di "Do they know it's Christmas?" con tanti bei nomi. Come sono andate le cose?
"E' stato incredibile, fantastico e molto strano. C'era gente come Chris Martin, Sugababes, Joss Stone, Jamelia. Paul McCartney aveva invece registrato la sua parte di basso il giorno prima. Strano, perché vent'anni prima era stata una cosa grandissima. Comunque per me è stato un piacere immenso".
-E' vero che Joss Stone non sapeva chi fosse Geldof e, forse dopo aver letto troppo Tolkien, l'ha chiamato Gandalf?
"Ah hah, sì, questa l'avevo già sentita…però no, non credo che le cose siano andate così, penso che sia stata una battuta detta apposta".
-Ti aspettavi che anche "Piece by piece" potesse ripetere il successo di "Call off the search"? Cosa hai fatto quando ti hanno detto che era al numero uno in Gran Bretagna?
"Non so, con le chart non si sa mai come vanno le cose. Ero un po' nervosa, dopo il successo del primo disco. Però è una cosa alla quale non pensi molto. Cosa ho fatto? Ho detto una cosa tipo 'yeah!'. Sì, felice".
-Adesso abiti a Londra, giusto? In che zona?
"Sì, a Londra, vicino a Paddington".
-Ce l'hai la tessera punti della Tesco? (la maggiore catena di supermarket)
"No. Però la spesa la faccio io. E chi, se no?"
-Single o fidanzata?
"Single".
-All'inizio i media musicali ti avevano messa sulla stessa barca di Norah Jones. Pensi che ora i giornalisti abbiano cambiato idea?
"Sì. Ora di me si sa di più. Comunque i paragoni con Norah Jones non è che mi dispiacessero troppo, è brava. La cosa non mi dava fastidio".
-Torni mai a Belfast, dove hai vissuto per cinque anni?
"Devo dire di sì, certo, anzi ci torno abbastanza spesso. Per me lì è stato un periodo felice, c'erano i troubles (i problemi generati dal terrorismo) ma io personalmente non sono mai rimasta coinvolta e non ho mai visto niente di terribile".
-In Italia non sei famosa, ma farai da supporter ai Simply Red nelle date di Roma, il 15 dicembre prossimo, e Milano, il 21 dicembre. Pensi che dopo le cose per te potranno cambiare, per quanto riguarda l'Italia?
"Non lo so, le cose sono strane, dipende dalla gente. Spero di sì, ma non ne ho idea".
-Ti vedremo qui con uno show tuo?
"Non lo so, il mio tour inizia in Gran Bretagna il 20 gennaio. Spero di venire anche qui. Quando non saprei, ma forse verso metà o fine febbraio".
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