Robert Smith con i Rolling Stones: "Non ero preparato"
Robert Smith ha rivelato di essere stato inizialmente restio a collaborare con i Rolling Stones, spiegando di non sentirsi pronto a entrare in studio con una delle band più importanti della storia del rock. Il frontman dei Cure ha poi cambiato idea e ha preso parte a due brani del nuovo album "Foreign Tongues", in uscita il 10 luglio. Smith suona la chitarra in "Divine Intervention" e contribuisce con sintetizzatori e cori a "Never Wanna Lose You", due delle canzoni presenti nel successore di "Hackney Diamonds", il disco del 2023 che aveva segnato il ritorno dei Rolling Stones con materiale inedito.
Parlando al podcast ufficiale della band, "Speaking In Tongues", il musicista ha raccontato come è nata la collaborazione grazie al produttore Andrew Watt, con il quale era in contatto da tempo senza però essersi mai incontrato di persona. "Andrew Watt e io ci siamo sentiti online e al telefono negli ultimi anni, ma non ci eravamo mai incontrati. Ogni volta che passava da Londra con qualche grande nome, io non c'ero oppure non sembrava il momento giusto per vederci", ha spiegato Smith. L'occasione è arrivata quando Watt gli ha scritto per informarlo che stava lavorando al nuovo album dei Rolling Stones ai Metropolis Studios di Londra.
"Quando la sessione stava per finire mi ha chiesto se mi andasse di passare finalmente a bere quella birra insieme. Mi aveva detto che avevano praticamente finito tutte le registrazioni e che a Mick restavano solo alcune parti vocali." Il giorno prima dell'incontro, però, il produttore lo aveva avvertito che Mick Jagger avrebbe potuto essere ancora in studio. "Mi disse: 'Mick potrebbe essere ancora lì'. E io pensai: 'Va bene così'." Smith ha ammesso di non essere arrivato con l'idea di registrare qualcosa. "In realtà non ero preparato. Mi aspettavo semplicemente di andare lì a bere qualcosa." Quella visita informale si è invece trasformata in una collaborazione che finirà sul nuovo album dei Rolling Stones, suggellando l'incontro tra due delle figure più influenti della musica britannica degli ultimi quarant'anni.