La serata tutta british de La Prima Estate regala grandi emozioni
È ironico che a dieci anni dalla Brexit, che tanto ha funestato il music business inglese, la terza serata de La Prima Estate sia stata dedicata ad artisti con una forte identità british, tutti in data unica per l’Italia.
La giornata è iniziata alle 18 con la rivelazione Ewan Sim, giovane mancuniano con all’attivo solo un EP ma che promette molto bene con un efficace mix di soul, rock e pop, seguito poi dai The Ramona Flowers da Bristol con un alt pop dalle sfumature funk. Quando il sole era ancora alto è stata la volta dei The Wombats from Liverpool: il trio, autori di successi del mondo alt-rock come “Let’s Dance With Joy Division” e “Greek Tragedy” proposti ieri, hanno costruito un set divertente e divertito dove a un certo punto sono comparsi anche dei simpatici tizi vestiti da orso che hanno reso il concerto esilarante.
È stata poi la volta di The Libertines, la band formata da Pete Doherty e Carl Barat che si sono di recente riformati dopo varie traversie. Entrati con le note di “Vincerò” intonata da Pavarotti, Doherty & Barât hanno proposto il loro repertorio che va dalle scatenate “The Delaney” e “Boys in the band”, fino a “Night in the Hunter” - il cui riff è ispirato a “Il lago dei cigni” - con Doherty e Barât che si sono divisi i ritornelli. Quello dei Libertines è un rock romantico slabbrato e un po’ sgangherato con le chitarre che spesso prendono strade autonome, ma che tuttavia mantiene il suo fascino decadente. A un certo punto Doherty - un po’ dimagrito rispetto agli ultimi anni - con la chitarra acustica ha intonato la prima strofa di “The drugs don’t work” che poi è diventata "Music When the Lights Go Out” con cui condivide lo stesso giro armonico.
Giusto una mezz’ora per rinfrescarsi con una birra per arrivare pronti per il live dell’headliner Richard Ashcroft che ha offerto momenti emozionanti e “inni urbani” travolgenti che il folto pubblico accorso al Parco BussolaDomani ha cantato a squarciagola. Accompagnato da una band affiatata e impeccabile, Ashcroft ha dato il via a una scaletta di 9 brani - o meglio, nove grandi successi tra cui “Sonnet” e “The Drugs don’t work” - attingendo a piene mani dall’ intramontabile repertorio dei Verve.
La voce di Ashcroft rimane potente e conserva la stessa intensità che ha caratterizzato i suoi anni di massimo splendore; inoltre i è mosso con disinvoltura tra momenti riflessivi e inni da stadio su vasta scala, dominando il palco con gran carisma.
Uno dei momenti clou della serata è stato durante una versione estesa (15 minuti) di "Music Is Power”, una delle rare canzoni proposte dal suo repertorio da solista, con un finale in stile jam session che ha messo in evidenza l'alchimia musicale tra lui e la sua band. Dentro “A Song for the lovers” Ashcroft a un certo punto ha anche accennato qualche barra rap tratta dalla storica “I need love” di LL Cool J.
Nel bis di “Bitter Sweet Symphony” si è presentato con la maglietta della nazionale italiana - che inizialmente aveva candidamente preso un po’ in giro per la mancata qualificazione al Mondiale - ma di fronte a quel micidiale riff campionato di orchestra da cantare a squarciagola, cosa gli vuoi dire?
Finisce così il primo weekend de La Prima Estate con il pubblico sorridente ed emozionato. Nel prossimo weekend (26-27 e 28 giugno) quello stesso palco ospiterà Nick Cave and the Bad Seeds, Gorillaz, Twenty One Pilots e molti altri. I biglietti sono ancora disponibili.
Setlist The Libertines
What Became of the Likely Lads
The Ha Ha Wall
Boys in the Band
Shiver
Merry Old England
Death on the Stairs
Baron's Claw
What a Waster
Night of the Hunter
Music When the Lights Go Out
Run Run Run
The Good Old Days
Can't Stand Me Now
Don't Look Back Into the Sun
Setlist Richard Ashcroft
Weeping Willow
Sonnet
Music and time
Music Is Power
Song for the lovers
Velvet morning
The drugs don't work
Lucky man
Bitter Sweet Symphony