Gli Iron Maiden mettono a ferro e fuoco San Siro

Il primo concerto heavy metal della storia del Meazza non delude le aspettative
Gli Iron Maiden mettono a ferro e fuoco San Siro

Abbiamo aspettato tanto, ma alla fine ne è valsa la pena: la Scala del Calcio ha ceduto al richiamo del metallo pesante. Con il concerto degli Iron Maiden allo Stadio San Siro di Milano, l'heavy metal conquista ufficialmente il tempio milanese. La Vergine di Ferro ha celebrato i suoi cinquant'anni di storia trasformando il Meazza in un calderone ribollente di passione, fiamme e puro acciaio britannico.

Il risveglio del mostro

L'inizio è un tributo mozzafiato alle radici della band. Dopo l'apertura con i Trivium, nessun riscaldamento, nessuna pietà: il boato di San Siro accoglie l'attacco frontale di "Murders in the Rue Morgue" e "Wrathchild". Bruce Dickinson, in ottima forma vocale, interpreta i classici dell'era Di'Anno con una ferocia teatrale, supportato dal basso mitragliante di Steve Harris. 
Il pubblico esplode durante "Killers", momento in cui la gigantesca mascotte della band, Eddie, fa la sua prima comparsa sul palco, torreggiando sui musicisti e minacciando le prime file, prima di lasciare spazio alla complessità progressiva e ipnotica di "Phantom of the Opera".

Già da questi primi brani emerge in tutta la sua potenza il carisma dei Maiden. Se Harris e Dickinson sono i comandanti in capo, il vero motore armonico risiede nella formazione a tre chitarre: la fluidità di Dave Murray, la precisione di Adrian Smith e l'estro di Janick Gers. Dalle retrovie, invece, l'inossidabile Simon Dawson detta i cambi di tempo e dispensa groove e sorrisi da dietro i suoi tamburi. 

Tra Antico Egitto e abissi oceanici

Il concerto cambia marcia visiva e sonora con l'ingresso nell'epoca d'oro degli anni '80. The Number of the Beast" infiamma la Scala del Calcio, mentre il pubblico intona il celebre coro "666". Subito dopo, una gemma rara e preziosa: "Infinite Dreams", che culla e poi scuote San Siro con le sue variazioni di tempo.
Il tuffo nell'Antico Egitto è inaugurato dalle imponenti esplosioni pirotecniche di "Powerslave" e dall’ingresso di Dickinson con il volto coperto da una maschera piumata, seguita a ruota dall'inno antimilitarista "2 Minutes to Midnight". Il tocco più suggestivo della serata - a livello narrativo e grafico - è indubbiamente "Rime of the Ancient Mariner": immersa nell'atmosfera nebbiosa, la band naviga attraverso i tredici minuti dell'epica marittima tenendo in pugno lo stadio.

Il sangue, il ghiaccio e la forca

La corsa verso il finale è un susseguirsi di inni generazionali. "Run to the Hills" fa tremare gli spalti, accompagnata da nuovi getti di fiamma, e prepara la strada per le atmosfere glaciali e mistiche di "Seventh Son of a Seventh Son". Una doppietta che da sola vale il prezzo del biglietto.

Con "The Trooper" torna il caos assoluto: Dickinson, sventolando prima l'Union Jack e poi la bandiera italiana, ingaggia un altro duello con Eddie. Ma è con "Hallowed Be Thy Name" che la teatralità degli Iron Maiden tocca l'apice. Con Dickinson sollevato in aria su un'impalcatura che ricorda il patibolo, il racconto delle ultime ore di un condannato a morte è struggente e feroce. La prima parte del set si chiude con l'omonima "Iron Maiden".

50 anni di storia in un finale

Il bis non poteva non essere all'altezza. Il discorso di Churchill fa da preludio al volo dello Spitfire sulle note fulminee di "Aces High". Il momento più emozionante dal punto di vista della comunione tra band e pubblico, come da tradizione, arriva con "Fear of the Dark": San Siro si trasforma in un unico, gigantesco coro, sovrastando quasi l'impianto di amplificazione.

Il sigillo su questi leggendari 50 anni di storia è "Wasted Years". Il riff chiude la serata con una nota di nostalgia e trionfo, ricordando a tutti di non sprecare il proprio tempo. Gli Iron Maiden non lo hanno certamente fatto: hanno conquistato il tempio del calcio italiano, a mezzo secolo dalla loro fondazione, perché la Vergine di Ferro non arrugginisce mai. Un pezzo di storia scolpito nel metallo. Up the Irons!

La scaletta

SETLIST

Doctor Doctor (registrata) - di UFO
The Ides of March (registrata)
Murders in the Rue Morgue
Wrathchild
Killers
Phantom of the Opera
The Number of the Beast
Infinite Dreams
Powerslave
2 Minutes to Midnight
Rime of the Ancient Mariner
Run to the Hills
Seventh Son of a Seventh Son
The Trooper
Hallowed Be Thy Name
Iron Maiden

BIS #1

Churchill's Speech (registrata)
Aces High
Fear of the Dark
Wasted Years
Always Look on the Bright Side of Life (registrata) - di Monty Python

Schede:
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