Yngwie Malmsteen: "Mi dicevano di suonare come Angus Young"

In una intervista il musicista svedese parla del chitarrista degli AC/DC, di un violino e di altro
Yngwie Malmsteen: "Mi dicevano di suonare come Angus Young"
Credits: Riccardo Arena / Concessione in uso a Rockol

In una intervista pubblicata da The Metal Voice, Yngwie Malmsteen ha parlato della sua eredità, della sua filosofia creativa e se si consideri un chitarrista rivoluzionario. Alla domanda se si vedesse come una figura di riferimento nella storia della chitarra, paragonabile a Eddie Van Halen e Randy Rhoads, il chitarrista svedese ha riflettuto sul suo approccio alla musica e sul perché non si sia mai lasciato influenzare dall'opinione altrui. "Ovviamente ne sono consapevole, ma non ci penso molto. Perché la musica è qualcosa di molto naturale per me, e non cerco di fingere di fare qualcosa di diverso. Quando registro un disco, non penso a cosa succederà, se funzionerà o cosa ne penserà la gente. Non ci penso affatto."

Malmsteen ha poi descritto il suo processo creativo come istintivo e senza filtri, paragonandosi a un pittore chiuso in una stanza. "Sono come un pittore pazzo. Lo chiudi in una stanza e dipinge senza curarsi minimamente di quello che pensano gli altri. Ed è proprio questo che faccio. Credo sinceramente che sia per questo che continuo a farlo. È per questo che sono ancora qui dopo oltre 40 anni, perché sono davvero onesto in quello che faccio. Non sono finto. O ti piace o non ti piace."

Malmsteen ha riconosciuto di avere avuto delle pressioni commerciali, soprattutto negli anni Ottanta, ma le ha tutte respinte al mittente. "Ovviamente voglio che alla gente piaccia ciò che faccio, ma non mi sognerei mai di dire: 'Oh sì, ora scrivo una canzone. Dovrei mandarla in radio. La detesto, ma probabilmente si adatterà al formato radiofonico'. Negli anni Ottanta bisognava ragionare un po' così, ma io ho abbandonato quell'idea da un pezzo. Non mi interessa. So che questa roba durerà a lungo anche dopo la mia morte. Non lascerò dietro di me qualcosa che non sia nato qui."

Il 62enne musicista scandinavo ha inoltre rivelato che all'inizio della sua carriera in Svezia, veniva deriso per il suo stile non convenzionale, arrivando persino a sentirsi dire che avrebbe dovuto suonare più come Angus Young degli AC/DC. "Quando ho iniziato a suonare in Svezia da ragazzo, tutti mi dicevano: 'Non puoi farlo. Cosa stai facendo? Non puoi suonare così. Dovresti suonare come Angus Young'. Adoro Angus Young. Non fraintendetemi. Lo amo. Li amo tutti, Clapton, Hendrix. Sono tutti fantastici, ma non ero interessato a imitarli."

Ha poi fatto risalire il suo personale approccio alla musica a un momento del 1976, quando vide un violinista esibirsi in televisione. "Ho avuto un'illuminazione nel 1976. Ho visto un tizio che suonava Niccolò Paganini in televisione. La cosa mi sconvolse. Fu come dire: 'Wow, è proprio questo!'. Se solo riuscissi a riprodurre quel suono, il che è pazzesco perché si tratta di uno strumento diverso. Tutti gli arpeggi e tutte le note lineari... vengono dal violino. Non dall'ascolto di un altro chitarrista."

Nonostante sia da molti considerato una leggenda, Yngwie Malmsteen ha chiarito di non considerarsi tale. "Mi sento una leggenda? No. Faccio solo quello che faccio. Valgo solo per quello che faccio ora, non per quello che ho fatto prima. Ovviamente mi rendo conto che altre persone la vedono diversamente. Hanno nostalgia. Ricordano quando erano al liceo e mi hanno sentito per la prima volta. Lo capisco. Non c'è niente di male. Ma per la mia visione personale delle cose... no, non la penso così."

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