Sting non è uno che accetta i fallimenti

Nonostante il flop a Broadway, l'ex Police ci riprova con il suo musical "The Last Ship"
Sting non è uno che accetta i fallimenti
Credits: Franco Mannocci / Concessione in uso a Rockol

Debutta oggi alla Metropolitan Opera di New York una nuova versione di The Last Ship, il musical composto da Sting. Lo spettacolo rimarrà in cartellone per nove rappresentazioni nell'arco di sei giorni, fino al prossimo 14 giugno. La produzione segna il ritorno dell'opera sulla scena newyorkese dopo il debutto del 2014 a Broadway; in quell'occasione, lo spettacolo fu rimosso dalla programmazione dopo 105 repliche con una perdita finanziaria stimata in 15 milioni di dollari per i produttori, nonostante l'inserimento dello stesso ex frontman dei Police nel cast nel tentativo di aumentarne le vendite.

In un'intervista concessa al "New York Times" alla vigilia del debutto, il cantautore settantaquattrenne ha dichiarato che "The Last Ship rifiuta di affondare", osservando come la maggior parte delle opere teatrali che non ottengono un riscontro immediato tendano a scomparire. Sting, che anche in questa produzione interpreta il ruolo del protagonista, ha precisato di non confondere il successo commerciale con l'eccellenza artistica, aggiungendo di disporre delle risorse finanziarie necessarie per verificare tale teoria.

Dopo il ciclo di rappresentazioni del 2014, lo spettacolo ha proseguito la sua programmazione internazionale con tappe a Salt Lake City, Toronto, in Finlandia e nel Regno Unito, dove nel 2018 ha registrato un riscontro favorevole di pubblico. Una successiva tournée negli Stati Uniti è stata interrotta prematuramente nel 2020 a causa della pandemia di Covid-19, anticipando i recenti allestimenti presentati ad Amsterdam, Parigi e Brisbane.

L'attuale produzione introduce modifiche strutturali rispetto all'edizione originaria, avvalendosi di un nuovo libretto, di brani inediti scritti da Sting, di una rinnovata scenografia e della regia di Leo Warner, subentrato a Joe Mantello. La trama, basata su eventi reali, vede l'artista (all'anagrafe Gordon Sumner, nato nel 1951 a Wallsend, nella contea di Tyne and Wear) interpretare il ruolo di Jackie White, un anziano capocantiere. La narrazione si incentra sulle vicende dei lavoratori dei cantieri navali locali che, di fronte alla prospettiva della chiusura dello stabilimento, decidono di occupare i moli per costruire un'ultima imbarcazione da far navigare a livello internazionale.

Sting ha descritto i personaggi del dramma come frammenti della propria biografia e dell'etica del lavoro appresa nella comunità d'origine, definendo la rappresentazione un atto di restituzione e rispetto verso la propria terra natale.

Per la Metropolitan Opera si tratta della prima concessione dei propri spazi a un musical di Broadway. Sebbene in passato il teatro abbia ospitato eventi legati alla musica pop e rock – come l'esecuzione dell'opera rock Tommy da parte degli Who nel 1970 –, l'apertura a questo genere di produzioni si inquadra in una strategia di diversificazione delle entrate da parte dell'istituzione lirica. Il bilancio del teatro registra infatti passivi finanziari da diversi anni, acuiti dal mancato concretizzarsi di un accordo di sponsorizzazione da 200 milioni di dollari precedentemente programmato con l'Arabia Saudita. L'intesa con l'artista britannico consente l'utilizzo del palcoscenico da parte di produzioni di estrazione pop nei mesi estivi di sospensione della stagione lirica tradizionale.

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