Thom Yorke ricorda quando ascoltò "Nevermind" per la prima volta
Il frontman dei Radiohead, Thom Yorke, ha affermato che il mondo della musica dovrebbe smettere di concentrarsi sul passato e iniziare invece a promuovere la nuova musica. Lo ha dichiarato nel corso di una intervista concessa a BBC 6 Music.
Yorke ha ricordato come venne folgorato la prima volta che ascoltò l'album dei Nirvana del 1991 "Nevermind" (leggi qui la recensione), e di aver capito in quel momento che Kurt Cobain e i suoi compagni di band stavano per cambiare il panorama musicale.
Con un'industria che ora sembra restia a scommettere sui nuovi artisti, il 57enne musicista britannico si augura che qualcosa cambi, in modo che i giovani musicisti e gli appassionati di musica possano provare la stessa eccitazione che provarono lui e molti altri come lui quando i Nirvana sfondarono negli anni Novanta. Yorke inoltre sostiene che i miliardari del settore tecnologico che stanno acquistando i cataloghi musicali dovrebbero investire una parte di quei soldi nel sostegno ai nuovi artisti.
Dopo aver ricevuto l'Academy Fellowship Award alla 71esima edizione degli Ivor Novello Awards, Yorke ha dichiarato: "Trovo davvero interessante che le stesse persone che hanno fatto tutto questo ora stiano speculando su questi vecchi cataloghi come se fossero oggetti di valore, come i quadri di Picasso che restano chiusi in una cassaforte, senza rendersi conto che il loro intero modello economico crollerà se non attuano un po' di redistribuzione. Con una spesa davvero modesta, si può sostenere un artista a cui si tiene e accompagnarlo nei suoi primi anni di carriera. Con un supporto limitato, si può davvero permettere agli artisti di crescere e trovare la propria strada. La verità è che si impara solo dagli errori. Oggi basta un solo errore e sei spacciato."
Thom Yorke ha continuato ancora dicendo: "Nel mondo reale, la gente ha bisogno di sentire che ogni paio d'anni arriva un artista che gli fa dire: 'Cavolo!'. Ricordo quando ho ascoltato "Nevermind" per la prima volta e ho pensato: 'Ok, ci siamo'. Ogni tanto capita una cosa del genere. È di questo che sto parlando."