L'amore di Springsteen per i Clash (e viceversa)

Il Boss, dopo 12 anni torna a suonare un brano della band di Joe Strummer (che era un suo fan)

Il tour americano di Springsteen sta regalando diverse sorprese ai fan. Non siamo più ai tempi dei concerti di una decina di anni fa, quando la E Street Band cambiava scaletta ogni sera e venivano ripescate gemme nascoste - la struttura dei concerti del Boss, dal 2023 in poi, è parecchio rigida e con una scaletta "narrativa" che prevede poche variazioni. Però ogni tanto torna a sorprendere: l'altra sera si è esibito a Los Angeles per la prima di due serate e ha inserito in scaletta una cover, come aveva fatto nell'apertura a Minneapolis, quando aveva eseguito "Purple rain". A L.A. Springsteen ha rispolverato un suo vecchio amore, i Clash, eseguendo "Clampdown", uno dei brani centrali di "London Calling", il capolavoro della band di Joe Strummer. Erano 12 anni che non veniva cantata dal vivo, dal 2014.
Ecco il video della performance, dove Springsteen ha cantato la canzone assieme a Tom Morello, membro aggiuntivo della E Street Band per questo tour.

In passato Springsteen ha anche cantato "London Calling",  sul palco dei Grammys del 2003 quando interpretò il classico dei Clash  affiancato dal fido Steve Van Zandt, da Dave Grohl dei Foo Fighters e dall'amico di lunga data di Strummer Elvis Costello - e poi ancora in un memorabile concerto del 2009 a Londra che poi divenne un film e prima ancora.
L'amore di Springsteen per i Clash era ricambiato: Joe Strummer era un grande fan del boss. Il musicista del New Jersey ebbe un'influenza per certi versi anche sorprendente sulla musica dei Clash, influenza che si riverberò anche sul successivo lavoro da solista di Strummer. Il cantautore britannico scomparso il 22 dicembre 2002 all'età di cinquanta anni, addirittura si spinse, nel 1995, a scrivere una lettera di apprezzamento per il Boss intitolata 'Bruce is great'.

Bruce è grande...se non siete d'accordo con questo, siete dei pretenziosi marziani venusiani.

Bruce è fantastico...perché lui non sarà mai steso e travolto dai suoi problemi. Lui è sempre pronto a esplodere. La sua musica è grande in uno scuro e piovoso mattino inglese proprio quando si ha bisogno di spirito e di qualche prova che esiste il grande e vasto mondo. Il DJ mette su 'Racing in the Streets' e la vita pare rivivere...la vita pare essere di nuovo in cinemascope. Bruce non è in un ego trip...Bruce è davvero dentro la musica...abbiamo bisogno di persone come questa...oggi un sacco di dischi sono realizzati da gente che vuole solo alimentare la propria fama. Bruce è fantastico...c'è solo grande musica, grandi testi e un oceano di talento. Io? Io amo Springsteen.”

Vuoi leggere di più su Bruce Springsteen?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996