L'influenza musicale di Joni Mitchell sui Tool

Maynard James Keenan lo ha raccontato in una intervista
L'influenza musicale di Joni Mitchell sui Tool
Credits: Alessandro Morandi / Concessione in uso a Rockol

In un'intervista con Amoeba il frontman dei Tool, Maynard James Keenan, ha parlato della profonda influenza avuta da Joni Mitchell sulla sua carriera, spiegando perché la leggendaria cantautrice sia stata per anni fraintesa e inizialmente sottovalutata, nonostante il suo contributo alla musica sia come artista che come produttrice.

Questo il pensiero di Keenan: "Mia zia mi fece conoscere Joni Mitchell. È una persona che... all'epoca veniva liquidata come una semplice cantautrice folk carina con la sua chitarra acustica, con un bel sorriso, ma era molto di più. Scriveva tutta la sua musica. Tutta. Tutti quei primi album. Si occupava anche dell'ingegneria del suono e della produzione della sua musica. Dall'inizio alla fine, Joni Mitchell scriveva le sue canzoni, le registrava e le interpretava come artista solista".

Keenan ha inoltre aggiunto un ulteriore dettaglio sul processo creativo di Joni Mitchell: "Accordava la chitarra in base al suo stato d'animo e componeva la canzone partendo da quell'accordatura. Quindi, pare che ci siano molte canzoni che non ricorda come suonare perché non ricorda l'accordatura".

L'ammirazione di Keenan per la musicista canadese va ben oltre questa intervista. Riflette un apprezzamento che dura da decenni e che ha plasmato il suo stesso approccio artistico. I metodi di accordatura innovativi della Mitchell, a cui Keenan fa riferimento, sono stati riconosciuti come rivoluzionari nell'industria musicale. La Joni Mitchell Library ha riportato che le sue accordature aperte creavano spesso accordi con strutture insolite. Questa innovazione tecnica ha contribuito a distinguere il suo lavoro dalla musica folk convenzionale della sua epoca.

Il legame tra Maynard James Keenan e la Mitchell va ben oltre una semplice ammirazione. La rivista Far Out ha rivelato che il frontman dei Tool intervistò personalmente Joni Mitchell per un numero del 1995 di Hypno Magazine. I due si trovarono a condividere la passione per le strutture musicali sperimentali, le armonie e le accordature. Questa interazione personale consolidò ulteriormente l'influenza di Joni Mitchell sullo sviluppo musicale del musicista statunitense.

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