Massimo Pericolo: “Il nuovo disco è più incazzato e maturo”
I concerti nei palazzetti di Massimo Pericolo, inizialmente previsti per ottobre 2026 a Milano e Roma, sono stati ufficialmente riprogrammati a marzo 2027. Una scelta che, più che una semplice variazione di calendario, racconta un momento preciso della sua vita artistica e personale. Da tempo il rapper sta pubblicando su YouTube un vlog intimo e asciutto, un racconto a puntate del proprio presente. Un diario visivo che parla di trasformazione, di disciplina, di consapevolezza. Non a caso il suo ultimo disco, pubblicato nel 2023, si intitolava “Le cose cambiano”: una dichiarazione programmatica che oggi trova piena continuità. Nella sesta puntata del vlog spiega apertamente perché ha deciso di rimandare i palazzetti. Deve finire il disco. Deve farlo nel modo giusto. “Probabilmente dovrò rimandare di alcuni mesi”, dice, per poi fermarsi e interrogarsi sul senso del tempo quando in ballo c’è qualcosa di davvero importante per la propria vita.
“Alcuni mesi, in fondo, non sono niente”, sottolinea, soprattutto se servono a fare le cose come si deve. Il suo ritorno è tra i più attesi del rap italiano perché Massimo Pericolo resta una voce unica: barre crude, racconto esistenziale, strada e introspezione che si fondono senza mai perdere autenticità. La sua è una storia di riscatto reale, non romanzata: un passato difficile, il carcere, e poi la musica come via d’uscita, fino a traguardi enormi come il primo Forum del 2024. Non un miracolo, ma una conquista. Nel vlog, Alessandro Vanetti, questo il suo vero nome, prova anche a spiegare perché, per citare Marracash, uno degli artisti a cui più spesso è stato accostato per la capacità di tenere insieme strada, esistenzialismo e scrittura alta, anche per lui “è finita la pace”. Una frase che va capita: la pace, in realtà, forse l’ha trovata dentro di sé. È il mondo, semmai, a non lasciarlo più indifferente: “Mi fanno incazzare di più le cose in grande adesso, perché prima guardavo solo me. Ora io sono a posto e quindi molte cose che prima non notavo le trovo insopportabili. Questo nuovo disco è più incazzato e più maturo”.
Il vlog mostra una quotidianità radicale: le sveglie all’alba, la meditazione, la lettura, la palestra (c'è perfino l'allenamento del collo), le camminate al tramonto, le arti marziali. E poi lo studio di registrazione, il luogo dove tutto si ricompone. Un RZA del Wu-Tang Clan, non sull’asfalto di Staten Island, ma nei boschi di Brebbia. Massimo Pericolo non ha smussato la penna, tutt’altro: “So che la mia storia non è solamente la mia storia”, rappa. E nelle barre spoilerate lo ribadisce senza filtri: “Se vuoi un consiglio impegnati in qualsiasi cosa, non importa se è lo spaccio, se è lo sport o se è la scuola. Chi non fa un cazzo non ha un cazzo ed è giusto così”. Ed è qui che tutto torna, nella speranza che il prossimo progetto non si impantani in alcuni feat superabili o in alcuni pezzi non del tutto a fuoco. Massimo Pericolo ha realizzato cose ottime durante il suo percorso, ma manca ancora “il” disco che più lo possa rappresentare, soprattutto oggi che ha cambiato pelle, ma non istinto e mentalità come fotografa “Superstite”, brano intenso e di alto livello contenuto nel disco di Charlie Charles “La bella confusione”, uscito l’anno scorso. Il rinvio dei concerti nei palasport quindi non è una frenata, ma una rincorsa. Quando tornerà, con un disco finito come va finito e con una rabbia finalmente messa a fuoco, non sarà solo un “ritorno”. Sarà una resa dei conti.