Ghali: “So perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia”
Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Venerdì 6 febbraio alle 20 allo stadio San Siro di Milano andrà in scena la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici, uno degli eventi più attesi degli ultimi anni. Uno spettacolo che, nelle intenzioni delle istituzioni, dovrà parlare a tutto il mondo. “Mi aspetto uno show universale, con un linguaggio di comunione e rappresentazione del meglio”, ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, intervenendo a Non Stop News su Rtl 102.5. “Cercheremo di prendere spunto da quello che rappresentiamo a livello mondiale. Non c’è solo impegno, ma passione e una lunga attesa per un lavoro durato anni. Al centro dello spettacolo ci saranno tanto gli atleti quanto gli spettatori: due milioni presenti e altri due miliardi collegati da tutto il mondo”. La cerimonia, curata da Marco Balich, vedrà la partecipazione di popstar italiane e internazionali, da Mariah Carey a Laura Pausini, passando per Andrea Bocelli e Ghali. Proprio la presenza del rapper e cantautore milanese, 32 anni, ha acceso il dibattito nei giorni precedenti all’evento.
Ghali era già finito al centro delle polemiche nel 2024, quando dal palco del Festival di Sanremo parlò apertamente di "genocidio a Gaza”, chiedendo uno "stop". Una presa di posizione che ha contribuito a rendere la sua esibizione a San Siro particolarmente osservata e discussa. Nei giorni scorsi, Abodi ha voluto chiarire i limiti dell’intervento dell’artista: “Lui canterà e dirà le cose concordate con gli organizzatori. Questo non sarà il palco di un concerto qualunque, ma un luogo in cui tutti rispetteranno delle regole”. Parole che per molti hanno suonato come una presa di distanza preventiva, per altri come una vera e propria forma di censura. Alla vigilia dell’inaugurazione, dopo giorni di silenzio, Ghali ha scelto di intervenire pubblicamente, affidando il suo pensiero a un post. Eccolo qui sotto:
A tutti
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare
l'inno d'Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia
sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua.
So che una lingua, quella araba, all'ultimo
era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro.
Ghali