"Traumfabrik Again": Miglio e la resistenza come atto creativo
"Alle resistenze, ai tumulti interiori e alle crepe del nostro tempo". È da qui che prende forma "Traumfabrik Again", il nuovo disco di Miglio, frutto di due anni di scrittura e produzione e pubblicato da Peroni Dischi, etichetta fondata da Pierpaolo Peroni e parte dell’universo HOM (House of Music), progetto creativo nato dalla visione di Asian Fake. Il lavoro si muove lungo un equilibrio instabile fatto di scosse e assestamenti, alternanze emotive, sperimentazione personale e un’urgenza che non si è mai spenta. Miglio racconta un tempo attraversato da affetti artificiali, spasmi e tentativi di ricomposizione, scegliendo una musica diretta, a tratti brutale, come strumento per liberarsi da sovrastrutture e linguaggi "extra artistici". L’incertezza, invece di essere respinta, viene accolta come forza conoscitiva. Dentro "Traumfabrik Again" convivono storie individuali e tensioni collettive, frammenti di quotidianità e visioni che intercettano le fratture del presente. Più che dichiarazioni programmatiche, le tracce funzionano come intuizioni: scorci sul mondo raccontati con una scrittura poetica, mai esplicativa, che lascia spazio all’ascolto e all’interpretazione.
Il disco parla apertamente di resistenza, intesa non solo come opposizione, ma come postura vitale. Una reazione necessaria all’inerzia, che assume anche un valore politico nel suo significato più ampio: l’urgenza di manifestare, di creare legami, di sottrarsi al silenzio passivo. L’album si colloca così in una zona di confine, tra intimità e coralità, tra esperienza privata e bisogno condiviso. Il titolo affonda le radici nella storia controculturale di Bologna, città di adozione dell’artista. La "Traumfabrik" fu, tra la fine degli anni Settanta e i primi dell'Ottanta, un appartamento occupato diventato laboratorio creativo e punto d’incontro per musicisti, fumettisti e outsider. Miglio recupera quel nome senza nostalgia, trasformandolo in uno spazio personale e contemporaneo. "Traumfabrik", in tedesco "fabbrica dei sogni", diventa qui un’immagine ambivalente: produzione di visioni, ma anche necessità di reinventare mondi possibili in tempi instabili.
Sul piano sonoro, "Traumfabrik Again" nasce dalla collaborazione con Francesco Fantini, compositore e producer con un background internazionale tra elettronica sperimentale e musica per immagini, già attivo con Lorenzo Senni e Warp Records. La scelta è stata quella di lavorare per sottrazione: pochi elementi, essenziali, capaci di sostenere la forza lirica dei brani. Il risultato è un paesaggio fatto di elettronica pulsante, sintetizzatori analogici e drum machine meccaniche, controllate. Il disco è composto da dieci tracce e ospita contributi significativi della scena contemporanea, tra cui i remix di Plastica e Whitemary, e l’intervento di Rodrigo D’Erasmo agli archi di "Love mai love". La focus track è "Fedeli alla linea", brano che stratifica immagini contraddittorie e apre la dimensione individuale a una coralità più ampia, trasformando fragilità e ossessioni private in materia collettiva. Con "Traumfabrik Again", Miglio costruisce un immaginario segnato da atmosfere mitteleuropee e post-industriali: cemento, solitudine, glitch e loop emotivi convivono con un forte desiderio di appartenenza. La sua fabbrica dei sogni non è luminosa né consolatoria, ma attraversata da tensioni reali. È il passaggio dalla trance individuale a una coralità che diventa, allo stesso tempo, poetica e politica.