No, David Bowie non è solo il "Duca Bianco"

Chiamarlo così è riduttivo: ecco il perché.
No, David Bowie non è solo il "Duca Bianco"
Credits: David Bowie - Station to Station

No, David Bowie non è solo il Duca Bianco. Veniamo da giorni di celebrazioni: sono infatti passati dieci anni dalla sua morte, nel 2016, e spesso nel ricordarlo si utilizza “Duca Bianco” come se fosse proprio un sinonimo di Bowie. Ma non lo è. È come chiamare Christian Bale “Batman”, o Sylvester Stallone “Rocky”. Sono personaggi che hanno interpretato, non sono tutto il loro mondo, esattamente come per Bowie. Il Duca Bianco è una delle sue maschere più celebri: ma dove nasce? Fu lo stesso Bowie a presentare questo suo alter ego, nato in concomitanza alla pubblicazione dell’album “Station to Station” nel 1976 (nei prossimi giorni all'album dedicheremo uno speciale).

Elegante, magrissimo, freddo, distante, quasi aristocratico, una figura lontana dal multicolore glam rock di poco tempo prima. “The thin white duke” è un personaggio che riflette alienazione, controllo, e anche un momento personale estremo per Bowie in cui la dipendenza dalla cocaina lo stava consumando, portandolo anche ad avere fascinazione per l’occultismo e a pronunciare frasi di apologia del nazismo. No, Kanye West non è stato il primo a sbroccare su questi temi. Bowie stesso, col tempo, prenderà le distanze da questo personaggio e chiederà scusa. In quel periodo ebbe anche la sua prima vera esperienza in campo cinematografico recitando come protagonista nel film “L'uomo che cadde sulla Terra”. Il Duca Bianco, dal punto di vista estetico, è stato estremamente dirompente, per questo motivo nel tempo è diventato un soprannome così diffuso. Ma lui non voleva essere una statua o un’icona fissa. Bowie si trasformava continuamente: ricordiamocelo quando lo ingabbiamo dentro le parole “Duca Bianco”.

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