Alcuni quotidiani britannici sono diventati particolarmente ricettivi nei confronti delle nuove proposte musicali. Tra i più reattivi si segnala il "Guardian", che da circa un anno riprende al volo le formazioni che potrebbero trovare in Gran Bretagna delle buone possibilità di vendita. Stavolta tocca ai Clap Your Hands Say Yeah, per i quali il giornale londinese ha spedito a New York l'inviata Laura Barton. Che "taglio" assumerà il pezzo lo si intuisce già in apertura: "L'album di debutto dei Clap Your Hands Say Yeah è il disco più delizioso e più matto che sia possibile immaginare". Prima di altri elogi, che arriveranno alla fine dell'articolo, lo stesso non può che essere dominato dalla storia della band di Brooklyn. I Clap Your Hands Say Yeah sono composti da Alec Ounsworth (cantante, chitarra), Lee Sargent (chitarre e tastiere) con il suo fratello gemello Tyler (basso), Robbie Guertin (chitarre e tastiere) e Sean Greenhalgh (batteria). Il futuri componenti si conobbero al college, poi la band iniziò a vendere il proprio materiale attraverso il Website. "All'inizio vendevamo cinque dischi al giorno", ricorda Ounsworth, "poi è diventato impossibile stare dietro alle ordinazioni". Sì, ma come hanno fatto? Per la Barton si è trattato della combinazione di vari eventi, come ad esempio il sempre maggiore numero di esibizioni del gruppo, il passaparola sui siti e sui blog, ma anche una buona recensione su Pitchfork, sito musicale che fece conoscere gli Arcade Fire al grande pubblico. "La recensione dev'essere stata il 20 giugno, visto che il 20 ed il 21 giugno ci sono arrivati moltissimi ordini", afferma Ounsworth. "Il solo 20 ne sono arrivati 600". In Europa l'omonimo CD di debutto della band sarà pubblicato nel prossimo gennaio dall'etichetta V2.
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