Genesis, "Trespass" ha 55 anni: “White mountain”

E' il secondo album del gruppo, uscito il 23 ottobre 1970
Genesis, "Trespass" ha 55 anni: “White mountain”

Composta da Ant e Mike a Send Barns, la casa della famiglia Phillips dove ne viene anche inciso un primo demo nell’agosto 1969, questa canzone inizia con un arpeggio di 12 corde su una base lontana d’organo. Il sound delle chitarre è enfatizzato da colpetti sulle cupole dei piatti, mentre in sottofondo si avverte anche il violoncello di Mike.

Ogni strofa è sostanzialmente strutturata in due parti. La prima, dall’andamento drammatico, è costruita su chitarre e voce (molto bello il canto di Gabriel, che doppia se stesso nei ritornelli con l’aiuto di Ant), mentre la seconda è più concitata grazie all’aggiunta della ritmica: la batteria, in particolare, esegue un tempo quasi a marcetta sotto gli arpeggi furiosi dell’organo. Al termine di ogni strofa, però, tornano in evidenza le 12 corde tintinnanti con i loro arpeggi sognanti, sui quali il flauto disegna una melodia bucolica sottolineata dal basso.

Dopo la terza strofa, la musica assume una severa aria da marcia funebre, con la linea melodica del basso solennizzata dal timpano e la grancassa di Mayhew, prima dell’urlo di Gabriel. Risaltano nuovamente gli incastri di organo e chitarre, fino alla conclusione del canto, che è seguito da una melodia fischiettata dal produttore John Anthony sulla base dell’organo. È il preludio al solenne finale: un corale a bocca chiusa cantato da tutti i membri della band.

Nel testo, Tony racconta la vicenda di Fang, il lupo condannato a morte per non aver rispettato il divieto di vedere la corona degli dei. Sia Fang che One-Eye (questo già evocato in “One-Eyed Hound”) sono i nomi di personaggi del celebre libro per ragazzi “Zanna Bianca” di Jack London.

Suonata fin dal primo concerto della band e sistematicamente fin quando Phillips è in formazione, la canzone torna inaspettatamente in scaletta per il “Trick Of The Tail” tour del 1976.

Si tratta, infine, con ogni probabilità del primo brano dei Genesis di cui sia mai stata realizzata una cover, e proprio nell’attenta Italia: a omaggiarlo, col titolo “Un gioco senza età”, una star come Ornella Vanoni, nel suo album omonimo del 1972, con testo in italiano di Claudio Rocchi.

Il testo è tratto, per gentile concessione dell’editore Il Castello, dal libro “Genesis – Tutti gli album, tutte le canzoni”, di Mario Giammetti.

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