Baustelle: 'Il nostro album più amaro'

Baustelle: 'Il nostro album più amaro'

A chi li conosce fin dai loro esordi, i Baustelle sono sempre sembrati dei predestinati al grande pubblico.

Con il loro pop italiano ricco di nostalgia per gli anni '70 e per i cantautori francesi, la band, divisa tra Montepulciano e Milano, si è segnalata come un caso anomalo all’interno dell’underground italiano. Così, dopo due dischi pubblicati da piccole etichette, i Baustelle hanno firmato un contratto con la Warner che ha licenziato il loro nuovo album, intitolato “La Malavita”. A raccontarci questa nuova esperienza è Francesco Bianconi, front-man e coautore dei brani della formazione toscana. “Questo album è nato in maniera abbastanza naturale, noi scriviamo indipendentemente dai ritmi discografici, così siamo partiti dalla grande mole di canzoni che avevamo accumulato dopo l’uscita de 'La moda del lento'. Per questo disco abbiamo fatto delle classifiche personali delle canzoni che ci piacevano di più, e alla fine ci siamo accorti che quelle che avevamo scelto avevano la caratteristica di narrare la vita di un personaggio. Non voglio dire che sia un concept, ma è un lavoro con un minimo comune denominatore abbastanza casuale che ha portato ad un unico filo conduttore sonoro”, ci ha raccontato Farancesco. “Credo nel pop e nell’importanza di scrivere canzoni. E’ quasi l’unica cosa che so fare, e che mi riesce meglio. Le canzoni sono una forma d’arte che si relazionano con la realtà che ci circonda e inevitabilmente, da quando mi sono trasferito quattro anni fa a Milano, ho iniziato a scrivere sulla mia nuova città. Io poi sono uno che scrive riallacciandomi alla realtà che mi circonda e così, mentre i primi due dischi parlavano più della vita di provincia, ne 'La Malavita' si sente più la vita della città”.


Dopo due album cotraddistinti da disegni dai toni romantici per “La Malavita” è stata scelta una foto ambigua con una ragazza con una pistola tra le mani. “Questo fa parte del filo rosso che collega tutte le canzoni. Ci siamo accorti che questo disco era più ‘cattivo’, più amaro dei precedenti: c’è sempre il nostro romanticismo ma accomapgnato da un forte senso di disillusione e disperazione. Cosi per un disco così legato alla realtà e alla ‘mala realtà’ volevamo una foto e, soprattutto, una foto che fosse simbolica e l’idea la ragazza con la pistola ci sembrava un’idea forte. Mi piace particolarmente quest’immagine perché c’è questa Lolita dallo sguardo cattivo che ti punta negli occhi e non ci si accorge immediatamente dell’arma che tiene tra le mani”.
Con l’arrivo del nuovo album, i Baustelle hanno dovuto fare fronte alla defezione del loro tastierista storico, Fabrizio Massara. “E’ stata una decisione di Fabrizio e con lui siamo rimasti in ottimi rapporti. Abbiamo semplicemente accettato quello che lui ci ha detto, cioè che non voleva più suonare in un progetto pop. Abbiamo cercato di capire se la sua era una posizione ferma, ma visto che lui non cambiava idea siamo andati avanti per la nostra strada”.

Pubblicato il nuovo album, i Baustelle si sono immediatamente tuffati nella loro tournée: “Per il live avremo due musicisti aggiunti, rispetto al passato i nostri concerti saranno sicuramente più d’impatto, anche perché lo stesso disco è molto più suonato. Lo spettacolo dal vivo sarà una mediazione tra la nostra nuova anima più rock’n’roll e le sfumature classiche dei Baustelle”.
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