La chitarra come voce narrante: Eric Clapton in concerto a Milano
Con qualche minuti di anticipo, sono le 20.57 quando si spengono le luci del Forum di Assago e il palco inizia a prendere vita. Ogni musicista fa il suo ingresso in scena raggiungendo il proprio posto: dopo le due coriste Sharon White e Katie Kissoon, seguendo Tim Carmon, Eric Clapton sale sul palco con la forza di una leggenda. L’eleganza del grande chitarrista britannico, in un raffinato completo blu, accende immediatamente il boato e gli applausi del palazzetto milanese, che la sera del 27 maggio ospita la prima di due date del “European Tour Summer 2025”. Non c’è tempo per i convenevoli: appena Clapton si posiziona al centro del palco e imbraccia la sua Fender nera, parte lo show. La precisione di Sonny Emory alla batteria scandisce l’inizio, mentre le corde della chitarra iniziano a farsi racconto. Una travolgente e grintosa interpretazione di “White room” dei Cream avvolge quindi parterre e spalti, mentre il suono si fa sostanza, linea melodica e memoria.
Avviso per chi stasera andrà al Forum per il secondo appuntamento: Eric Clapton non è per i ritardatari. Chi arriva con 5 minuti di ritardo, perde già il primo brano in scaletta.
Ci si immerge subito nelle radici del blues con “Key to the highway”, brano inciso per la prima volta nel 1940 dal pianista Charles Segar. Ogni musicista è protagonista e gli strumenti creano una dimensione che abbraccia l’intero pubblico: il basso di Nathan East scivola sul pulsare dell’hammond, e la chitarra di Doyle Bramhall II gioca a scambiarsi ruoli e dinamiche con la sei corde di Clapton. “Slowhand” offre rapidamente un altro classico del genere, la celebre “I'm your hoochie coochie man”, in una versione che coinvolge ogni parte del corpo dei presenti, prima dell’intramontabile e sempre molto apprezzata “Sunshine of your love”. Tra adulti con magliette di Johnny Winter o Springsteen, brilla anche l’entusiasmo di qualche bambino, e il coinvolgimento assorto di un bel numero di adolescenti. Alcuni di questi, al termine, li si vedrà correre fuori per raggiungere l'uscita artisti nel retro del Forum nella speranza di uno sguardo, un gesto, una battuta, o magari qualcosa di più.
Si conclude quindi la prima parte del concerto. “Buona sera”, dice in italiano Eric Clapton sedendosi. La Fender lascia spazio all’acustica, l’elettricità alla narrazione. Clapton torna ai tempi dell’Unplugged per il secondo atto della serata, mentre Nathan East abbraccia il contrabbasso e la batteria suona in punta di spazzole, con le due coriste che si fanno velluto.
Quest’anno ha compiuto 80 anni, ma il leggendario chitarrista è ancora sorprendentemente energico, tanto da affrontare un set di quasi due ore senza alcuna pausa, seppur reduce da tre show alla Royal Albert Hall di Londra. La voce è potente nella sua esperienza, in “Kind hearted woman blues” traballa solo per un istante su un “you break my heart” sgranato, ma il cuore torna a battere in “Nobody knows you when you’re down and out”, dove l’interpretazione si riaccende calda, intatta, sopra i tocchi delle tastiere. Clapton si prende una pausa dal canto in “Can’t find my way home”, lasciando spazio a East, per poi riprendere con “Tears in heaven”. Non c’è da dire nulla, ma solo ascoltare: Nessuna smorfia, nessuna concessione al dramma, c’è solo una ferita che suona, ancora. L’applauso del pubblico ridà calore, per preparare l’atmosfera alla terza sezione del concerto.
Si torna quindi all’elettrico, la chitarra di Eric Clapton si fa ancora più voce narrante, cambiando volto e veste, tingendosi anche qui dei colori nero, bianco, verde e rosso che richiamano quelli della bandiera palestinese. “Badge” dei Cream apre questo nuovo atto intensificandosi sul finale con i cori, mentre la frenesia si placa su “Old love”, dove i brividi sono per il momento protagonista di Tim Carmon. Seguono “Cross road blues" e un altro classico del genere, “Little queen of spades”, che risolleva ovazioni dagli spettatori, con la chitarra di Clapton e le tastiere di Chris Stainton che sembrano parlare tra loro, in un dialogo fra corde e tasti. “Cocaine”, immancabile nelle scalette di Clapton - che invece da un paio di anni ha deciso di lasciar fuori la celebre “Layla”-, chiude il cerchio con precisione.
Dopo una breve pausa, arriva il bis con “Before you accuse me”, che chiude una serata capace di magnetizzare, senza alcuna parola di troppo, lasciando parlare la musica, mentre è la chitarra, come sempre, a raccontare tutto quello che Clapton sceglie di non dire. Stasera la seconda data del Forum, ma la storia è già passata da qui.
La scaletta:
Electric
White Room - Cream
Key to the Highway - Cover di Charles Segar
I'm Your Hoochie Coochie Man - Cover di Willie Dixon
Sunshine of Your Love - Cream
Acoustic
Kind Hearted Woman Blues - Cover di Robert Johnson
Nobody Knows You When You're Down and Out - Cover di Jimmy Cox
Golden Ring
Can't Find My Way Home - Cover di Blind Faith
Tears in Heaven
Electric
Badge - Cream
Old Love
Cross Road Blues - Cover di Robert Johnson
Little Queen of Spades - Cover di Robert Johnson
Cocaine - Cover di J.J. Cale
BIS
Before You Accuse Me - Cover di Bo Diddley