Bruce Springsteen piange la scomparsa dell'ex manager Carl Virgil
Attraverso un lungo messaggio condiviso sui social e sul suo sito web ufficiale, Bruce Springsteen ha dato il suo ultimo saluto a Carl Virgil “Tinker”, promoter di concerti e noto per aver ricoperto il ruolo di manager durante buona parte della prima fase di carriera del cantautore del New Jersey attraverso la sua società Blah Productions.
"Carl Virgil “Tinker” West, scomparso questa settimana all’età di 89 anni, è stato semplicemente una delle persone più importanti della mia giovinezza", scrive Springsteen all'inizio del suo post, prima di raccontare:
"Nel 1970, quando non avevo nulla, nessun posto dove vivere, ero al verde e senza una meta, lui riconobbe il mio talento e mi accolse con sé. Vivevamo insieme in una minuscola stanza del suo Challenger Eastern Surfboard Factory a Wanamassa, nel New Jersey. Il suo materasso era da un lato della stanza, il mio a circa due metri di distanza, dall’altro. Era un misantropo nato. Non era un uomo facile da conoscere, né con cui vivere o passare del tempo. Veniva dalla California ed era un individualista vecchio stampo, da frontiera: non chiedeva niente a nessuno e non dava nulla per scontato. Se non eri utile, non voleva averti intorno. Se ti fermavi nel negozio di tavole da surf per più di dieci minuti, ti metteva in mano una scopa e ti diceva di metterti a spazzare. Non scherzava".
Il messaggio passa quindi a ricordare i momenti di Springsteen condivisi con “Tinker”:
"Ho attraversato il Paese più volte con Tinker, la prima volta a vent’anni, sul suo camioncino Chevrolet con pianale degli anni ’40, con tutta la nostra attrezzatura da band sotto un telone sul retro, in cerca di fama e fortuna verso ovest. Il camion era vecchio e gigantesco, con un cambio duro e difficile, ma lui insistette perché guidassimo dritti fino a Big Sur, l’unica data del tour, senza fermarci mai, per 72 ore. Pretese anche che io, senza alcuna esperienza né patente, guidassi il mio turno. Era così che Tinker ti insegnava qualcosa. Ti costringeva a farla.
Negli anni successivi passammo a una vecchia station wagon Nomad, e ogni Natale ci ritrovavamo a guidare verso ovest, attraversando deserti secchi e bufere di neve tra le montagne. Io andavo a trovare i miei genitori a San Mateo, una volta all’anno, e Tinker si dirigeva a San Francisco per vedere qualcuno… chi, non riesco nemmeno a immaginarlo. Il mio vecchio amico aveva dei genitori? Non riesco a crederlo. Preferisco pensare che fosse nato già adulto tra le montagne, le valli e le onde di una California primitiva e insondabile.
Dopo che nel tempo ho avuto un enorme successo, Tinker non mi ha mai chiesto nulla. È sempre rimasto solo, al lavoro, fuori dal sistema, indipendente. E io mi sentivo sempre soddisfatto quando ricevevo il massimo dei suoi complimenti: "Springsteen, tu non scherzi". No, non scherzavo. E nemmeno Carl Virgil West lo faceva.
Il Boss ha quindi raccontato "l’ultima volta che l’ho visto", spiegando: "Era in ospedale, vicino alla fine, malato di cancro alla gola. Quando mi ha visto ha sorriso, e io ho salutato uno dei miei padri mancati. Siamo rimasti un po’ insieme, mi ha tirato a sé e, con voce rauca e quasi sparita, mi ha sussurrato: "Ne abbiamo vissute, eh?". Gli ho risposto: "Sì, ne abbiamo vissute eccome". Quando stavo per andarmene, ho visto qualcosa che non pensavo avrei mai visto, né in questa vita né in un’altra. Ha pianto. Io lo amavo".
Oltre che di Springsteen dal marzo 1969 al febbraio 1972, anno in cui firmò con Mike Appel, Carl Virgil “Tinker” è stato manager e fonico dei gruppi Child, Steel Mill, Friendly Enemies, Dr. Zoom & The Sonic Boom. "Tinker" suonava anche le conga, sia come membro dei Friendly Enemies che con la band di Bruce. Fu proprietario della Challenger Eastern Surfboards, prima a Wanamassa (NJ) e successivamente a Highlands (NJ), e mise a disposizione dei primi gruppi di Springsteen il proprio spazio per le prove. Nel 2015, West è stato inserito nella New Jersey Surfing Hall of Fame.