Quel pettirosso di Fabrizio De André che salvò Loredana Berté
Qual è il legame tra Fabrizio De André e Loredana Berté? Per comprenderne alcuni degli aspetti più profondi dobbiamo tornare a “Un pettirosso da combattimento”, l’indimenticabile album di Berté pubblicato nel 1997. Si tratta del suo primo progetto uscito dopo la morte della sorella Mia Martini avvenuta nel 1995, e a lei interamente dedicato e per questo fortemente autobiografico. Tutti i brani, eccetto “L'esodo” e “Padre davvero”, portano la firma di Berté. Dentro ci sono canzoni capolavoro come “Luna”, presentata al Festival di Sanremo, e “Zona venerdì”. Anche quest’ultima è una canzone che entra nelle viscere perché ricorda proprio l’addio della sorella con dei versi di rara bellezza: “Come è bella la vita seduta lì, una sera stonata di venerdì. E come è bella la vita, una sera di maggio che stringe il cuore, che impedisce il passaggio anche al dolore”.
Ma perché De André è stato così importante per “Un pettirosso da combattimento”? A ricordarlo fu la stessa Berté in un’intervista in cui spiegò: “Mimì la sento sempre con me e non è vero che il tempo cancelli il dolore, anzi lo aumenta. È come se fosse successo ieri. Mi chiusi in casa. Anni a guardare un soffitto. Ne uscii grazie a Fabrizio. Ascoltavo di continuo ‘La domenica delle salme’ – proseguì Berté - e decisi di chiedergli il permesso per utilizzare un suo verso che avrebbe dovuto dare il titolo all’album, ‘un pettirosso da combattimento’ per l’appunto. Passai da Dori Ghezzi, amica fantastica”. Ghezzi fu sincera e le disse: “Se a Fabrizio piace il disco avrai l’ok, altrimenti…”. De André ascoltò i brani, su alcuni si commosse e chiamò subito Loredana dicendole “è un album bellissimo, hai la mia benedizione”. E non solo, in quel periodo, il cantautore genovese ribadì più volte che lei era l’unica cantautrice italiana degna di nota in quel momento storico. Nacque così “Un pettirosso da combattimento” che, nonostante alcune travagliate vicende giudiziarie, non ha mai perso la sua carica e la sua profondità: è un album ancora oggi imprescindibile per comprendere il percorso e la forza emotiva di una delle più grandi artiste della musica italiana. E ci ricorda anche che un “sì”, detto dal cuore e al momento giusto, può essere salvifico.