Ghost, al Forum di Milano un rituale collettivo senza telefoni
Smartphone sigillati ermeticamente, notifiche silenziate e tutte le distrazioni del presente lasciate fuori dai cancelli del Forum di Assago. Anche la tappa milanese dello “Skeletour 2025” dei Ghost segue il copione dell’“esperienza senza telefoni”, fortemente voluta da Tobias Forge - mente e guida della band svedese - per offrire uno spettacolo autenticamente immersivo.
Lo show a supporto del recente “Skeletá”, pubblicato lo scorso 25 aprile, liberato così dal filtro degli schermi si trasforma presto in un rito davvero collettivo e diabolicamente privo di distrazioni di sorta. Nelle vesti della sua ultima incarnazione papale, il sinistro Papa V Perpetua, il frontman officia quindi il proprio cerimoniale con teatralità e navigata maestria, unendo, al solito, rock profano e oscure liturgie.
Un palco come una cattedrale
Ad accogliere il pubblico che riempie per intero il palazzetto, un palco adornato come una cattedrale in rovina, pronto a rivelarsi, attraverso scenografie digitali e gigantesche croci al neon in tutto il suo luciferino splendore. Sulle note inquiete di “Piecefield” prende così il via lo spettacolo alle 20.30 in punto - non proprio l’ora delle streghe, ma tant’è -, accolto da un boato collettivo. In scena, insieme al carismatico leader, una band di sette Ghouls senza nome celata in un look voodoo-scheletrico ispirato al nuovo album, pronta ad accentuare la propria presenza con le movenze esagerate degli attori del cinema muto.
Con una mossa un po’ a sorpresa l’intera scaletta del tour europeo era già stata diffusa sui profili social della band e resa disponibile come playlist nella sua controparte in studio. In una sorta di greatest hits dei primi quindici anni della creatura di Forge, si susseguono uno dietro l’altro brani vecchi e nuovi dalla potenza immediata: dalle recentissime “Lachryma” e “Satanized”, con i ritornelli ficcanti subito intonati da tutti i presenti, fino a pezzi lasciati fuori dagli ultimi tour, come “Majesty”, “Spirit” o “From the pinnacle to the pit”. Non mancano poi, il pop apocalittico di “The Future is a foreign land” e pezzi dall’incedere decisamente più energico come “Rats”, l’immancabile marcia seduttiva “Cirice” e la nerissima “Year zero”.
A dominare la scena non può esserci che il pontefice-vocalist. Con i suoi travestimenti sbrilluccicanti Forge riesce a essere sempre il centro nevralgico del gruppo, ascendendo al cielo, mostrandosi in abiti corali e accentuando ogni movimento con studiata solennità. Benedice, affascina e quasi ipnotizza. Di fronte a un Forum praticamente sold-out si esprime meno di altre occasioni, ma d’altronde il suo Papa V è pur sempre un personaggio nuovo e lascia che siano soprattutto le canzoni e gli imponenti visual a parlare per lui. Si assiste così, tra fumogeni e fiammate alle vetrate con le immagini del grande tentatore che hanno accompagnato gran parte dello spettacolo andare in frantumi per fare posto a rappresentazioni di altri culti inquietanti, dal mondo predatorio del business a dimensioni ancora più ambigue e cupe, per una sequenza visiva potente, che amplifica la portata simbolica del concerto.
Fuochi più o meno sacri
In chiusura, è un crescendo di intensità, con la preghiera orgiastica di “Monstrance clock”, prima di concedere alla folla tre bis conclusivi davvero trascinanti. La hit da quasi due milioni di copie “Mary on a cross”, seguita dalla cassa martellante di “Dance macabre” che fa del Forum un enorme sala da ballo infernale. Infine, con “Square hammer”, l’ultimo coup de théâtre: le telecamere si rivolgono al pubblico, per proiettare i volti sui maxischermi del palco, tra sorrisi beati, corna rock e immancabili make-up da Papa.
Ancora una volta, tra fuochi più o meno sacri, trovate scintillanti e un’ironia sottilmente blasfema, Tobias Forge e i suoi Ghost hanno saputo trascinare il pubblico fuori dal tempo, officiando con astuzia il proprio astutissimo rito. Sospesi tra hard, glam e un immaginario del tutto allegorico confezionano così un’esibizione dal tiro decisamente coinvolgente. Una celebrazione oscura, teatrale e perfettamente orchestrata. Amen.
SETLIST
1. Peacefield
2. Lachryma
3. Spirit
4. From The Pinnacle To The Pit
5. Majesty
6. The Future Is a Foreign Land
7. Devil Church
8. Cirice
9. Darkness At The Heart Of My Love
10. Satanized
11. Ritual
12. Umbra
13. Year Zero
14. He Is
15. Rats
16. Kiss The Go-Goat
17. Mummy Dust
18. Monstrance Clock
19. Mary On a Cross
20. Dance Macabre
21. Square Hammer