Lenny Kravitz live a Milano: sensualità, carisma e rock and roll

Il musicista è passato dal nostro Paese in occasione del tour di “Blue electric light”: il racconto
Lenny Kravitz live a Milano: sensualità, carisma e rock and roll
Credits: Stefano Ferrarini / Concessione in uso a Rockol

Sensualità, carisma e rock and roll: quando sul finire della registrazione di “Blue electric light” Lenny Kravitz appare sul palco la sera dell'1 aprile, alle 21:15 precise, il Forum di Assago esplode in un boato. Tra fumo e luci, sullo scoppio di un petardo che risuona come un ruggito, la sagoma del musicista statunitense si rivela emergendo da una botola al centro della scena. La cascata di dread, grandi occhiali da sole, pantaloni attillati marroni, cintura di borchie e l’immancabile giacca di pelle sopra un top argentato, celano i segni del tempo. Mentre l’età anagrafica non è che un numero, specchio di un’esperienza che rende l’artista un sovrano della scena. L’incontro tra rock, soul e funk su cui Lenny ha costruito il suo tratto distintivo, e che a sessant’anni (saranno 61 il prossimo 26 maggio) lo fa ancora danzare insieme al suo pubblico, travolge il palazzetto milanese fin dalle prime note. La solidità della batteria di “Bring it on”, intrecciata ai riff incisivi di chitarra che sprigionano energia, scandisce il ritmo dell’inizio della serata.

Kravitz è uno dei pochi artisti capaci di mettere tutti d’accordo: non divide, ma seduce e trascina. Il suo carisma è assoluto, la sua fisicità non è solo estetica, ma sostanza, espressione di un’anima che pulsa allo stesso ritmo della sua musica. Il pubblico non trattiene l'entusiasmo: tra parterre e tribune si mescolano generazioni diverse, bambini compresi, dai coetanei di Francesca Michielin a quelli di Carlo Cracco, solo due dei tanti vip che si scorgono sugli spalti.

La scena è essenziale ma visivamente potente. Sembra di trovarsi dentro un'enorme cassa altoparlante in continua metamorfosi, canzone dopo canzone: le luci tonde pulsano e si evolvono in megaschermi, dove le riprese live cambiano di continuo, alternando immagini in bianco e nero, HDR e altre suggestioni visive. I diversi piani del palcoscenico accolgono i musicisti che accompagnano Kravitz, il primo a dare prova di una buona performance vocale e musicale. La neanche trentenne Jas Kayser alla batteria padrona energia e freschezza, il groove profondo di Hoonch Choi al basso infonde dinamicità e la chitarra di Craig Ross porta grinta e creatività. Se è vero che nel 1995 cantava "Rock and roll is dead”, è altrettanto vero che ora Lenny Kravitz è qui per dirci con furore che il rock and roll non è morto. Come secondo brano, l’artista sceglie quindi la hit del 2004 per battezzare i presenti promettendo una grande serata, a condizione che si abbia abbastanza coraggio per affidarsi a lui: “I'm the minister of rock 'n roll / I can heal you / I can save your soul”, canta Lenny, mentre la struttura musicale acquista sempre più spessore con l’ingresso dell’eleganza di George Laks alle tastiere e del duo Black Rabbit Band ai cori.

A parte una acustica chiara e ad alto volume, superiore agli standard del Forum, il concerto milanese non riserva sorprese in termini di scaletta, che segue lo stesso schema delle altre date del tour, compresa la tappa italiana di Bologna della sera prima. La solidità dello spettacolo risiede nella padronanza scenica dei protagonisti, da soli con i loro strumenti, e nelle canzoni: 18 in tutto, per circa due ore di concerto, per lo più hit che fanno cantare il pubblico. Lo stile di Kravitz emerge in ogni brano, anche nei più recenti, come “TK421”, singolo del 2023 con quel video tanto chiacchierato. È il terzo pezzo in scaletta e, oltre a vedere Lenny destreggiarsi tra chitarra e basso con l'ingresso dei fiati – sezione che include Michael Sherman e Harold Todd al sax, Cameron Johnson alla tromba – suona come un classico, anticipando canzoni come “Always on the run” e “I belong to you”.

È bellissimo essere qui con voi, a celebrare l'amore. Sono grato di essere qui oggi, per quello che abbiamo in questo momento. Sono qui per stare insieme a voi e amplificare l’amore”: è il messaggio che rivolge a un certo punto Lenny Kravitz ai fan di Milano - parlando in inglese. Il pubblico diventa davvero protagonista con uno dei brani più sentiti, “Stillness of heart”, lanciandosi in un coro collettivo mentre l’artista allunga l’asta del microfono verso il parterre. È anche il momento in cui la distanza con la prima fila si annulla, con Lenny che scende dal palco per avvicinarsi ai suoi fan, già in visibilio per ogni sua mossa. Nei brevi momenti di interazione, Kravitz non perde la sua inconfondibile camminata e caratteristica attitudine per spostarsi da una parte all’altra del palco. Come un leone è padrone della scena, mentre i presenti non lo perdono d’occhio. Sono tutti d’accordo quando parte un coro di "sei bellissimo”: “I don’t know what it is, but I like it”, “Non capisco, ma mi piace”, dichiara quindi lui, prima di far partire un altro coro: Ah, right! You’re so beautiful”, “Ah, ok! Voi siete bellissimi”.

La parentesi più intima della serata arriva con l’esecuzione di “I'll be waiting” con Lenny al pianoforte, prima di far nuovamente ballare tutti con “Again”, “American Woman” e “Are you gonna go my way”. Una breve pausa di rito ed è il momento dei bis con l’ultimo pezzo in programma. "Ognuno di noi ha una missione, è una benedizione essersi svegliati questa mattina”, è il fulcro del messaggio finale che Lenny Kravitz vuole regalare ai suoi fan, che sulle note di “Let love rule”, sentono scorrere quell’adrenalina che faticherà a spegnersi dopo un concerto del genere.

La scaletta:

Bring It On
Minister of Rock 'n Roll
TK421
Always on the Run
I Belong to You
Stillness of Heart
Believe
Honey
Paralyzed
Low
The Chamber
I'll Be Waiting
It Ain't Over 'Til It's Over
Again
American Woman - Cover di The Guess Who
Fly Away
Are You Gonna Go My Way

BIS

Let Love Rule

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